Scenario diplomatico

Zelensky illustra il piano per fermare la guerra in Ucraina

Tregua, fascia cuscinetto, armamenti e possibile vertice fra Washington e Mosca nel quadro delle tensioni sul fronte orientale

Zelensky illustra il piano per fermare la guerra in Ucraina

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che Kiev, insieme ai partner statunitensi ed europei, ha elaborato una proposta per arrivare alla conclusione del conflitto. Il piano, ha spiegato, comprende un cessate il fuoco, la creazione di una zona cuscinetto e il ritiro delle truppe. Secondo Zelensky, si tratta di idee condivise emerse dai colloqui tra rappresentanti ucraini, americani e russi, anche se restano da definire diversi aspetti operativi.

Tra i punti discussi figura la proposta americana di una zona economica franca, nella quale Ucraina e Russia dovrebbero compiere passi indietro simmetrici. La gestione dell’area, ha precisato il presidente, potrebbe essere affidata a una terza parte, ma non è ancora stato stabilito quale forma dovrebbe assumere. Restano inoltre da chiarire il ruolo dell’Unione europea e della Nato e gli impegni che l’Ucraina sarebbe chiamata ad assumere.

Il nodo delle elezioni

Zelensky ha respinto l’ipotesi di organizzare elezioni durante la guerra, avanzata dall’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. A suo giudizio, il ritorno alle urne in una fase di conflitto rappresenterebbe un rischio enorme e potrebbe dividere il Paese. Il presidente ha definito il possibile voto uno tsunami, sostenendo che le condizioni di guerra renderebbero particolarmente fragile il processo politico.

Fedorov, destituito il mese scorso, ha replicato sostenendo che Zelensky dovrebbe rispondere ad alcune domande sull’inchiesta di corruzione che ha coinvolto l’ufficio presidenziale. L’ex ministro ha però dichiarato di non avere prove di una corruzione personale del presidente e di non aver mai ricevuto da lui ordini contrari alla legge o ai propri principi di integrità. Un portavoce di Zelensky ha ricordato alla Bbc che Fedorov ha fatto parte di tutti i governi dal 2019 e ha contestato il suo attuale atteggiamento critico.

Al centro delle tensioni c’è anche un’indagine dell’ufficio anticorruzione ucraino su un piano per sottrarre oltre 3 milioni di dollari, destinati al pagamento della cauzione di Herman Haluschenko, ex ministro dell’Energia accusato di corruzione e riciclaggio. Nel frattempo, Iryna Mudra, vice capa dell’ufficio presidenziale, è stata rimossa dall’incarico. Fedorov ha inoltre sostenuto di aver contrastato la corruzione negli appalti della difesa, avvertendo che il problema continua a incidere sulle capacità ucraine al fronte.

Difesa aerea e iniziative diplomatiche

La discussione politica interna si svolge mentre l’Ucraina continua a subire attacchi missilistici russi. Zelensky ha denunciato la carenza di sistemi di difesa aerea e ha detto che Kiev avrebbe bisogno di 300 missili Patriot per rafforzare la protezione contro i missili balistici durante l’inverno. Il presidente ha ricordato che la Russia dispone già di circa 600 missili balistici e ha auspicato di poter accedere a una quota delle riserve statunitensi, anche attraverso forniture a pagamento.

Un sostegno è atteso dalla Francia, che dovrebbe fornire nuovi radar per la difesa aerea in autunno. Per il sistema Samp/T, ha osservato Zelensky, il problema principale è la disponibilità dei missili Aster 30. Il presidente ha inoltre riferito di un accordo con il cancelliere tedesco Friedrich Merz per la consegna di 600 missili Pac-2 entro il 2027-2028.

Zelensky ha indicato un possibile corridoio diplomatico tra il vertice del G20 di dicembre e la fine dell’estate del 2027, prima dell’avvio delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Secondo il presidente, i negoziatori americani stanno cercando una formula per i colloqui che possa essere accettata da Mosca senza imporre all’Ucraina il ritiro dal Donbass, territorio che la Russia continua a rivendicare.

Dal Cremlino, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha definito inevitabile un futuro incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump, ipotizzando un colloquio a margine del vertice Apec previsto in Cina a novembre, qualora entrambi partecipassero. Ushakov ha tuttavia precisato che al momento non ci sono segnali concreti e che l’appuntamento è ancora lontano. Sul piano umanitario, il cardinale Matteo Zuppi ha confermato l’importanza della missione in Russia di monsignor Gallagher, prevista dal 24 al 28 agosto, e ha auspicato di recarsi a Mosca entro settembre.

Infine, Zelensky ha sostenuto che Mosca starebbe preparando una mobilitazione di circa 300mila persone dopo le elezioni della Duma di settembre, concentrandola nelle aree periferiche per non coinvolgere le principali città. Il presidente ucraino ha aggiunto di ritenere difficile che il piano possa essere tenuto nascosto.