Caparezza riceve oggi, giovedì 22 ottobre, al Teatro Ariston di Sanremo la Targa Tenco per il miglior album dell’anno, assegnata a Orbit Orbit. Per l’artista pugliese si tratta del secondo riconoscimento nella categoria: il primo era arrivato nel 2014 con Museica.
Un premio inatteso
In un’intervista all’Adnkronos, il rapper racconta la sorpresa per il nuovo premio e considera Orbit Orbit la conclusione di un ciclo particolare della sua carriera. Il progetto unisce musica, fumetto e immaginazione, costruendo un universo narrativo che ha accompagnato anche il recente tour.
Durante i concerti, Caparezza si è rivolto soprattutto ai giovani creativi, spesso frenati dall’insicurezza e dal timore del giudizio. Al termine degli spettacoli pronunciava un breve discorso, invitando a coltivare la fiducia nelle proprie capacità. Il suo obiettivo, spiega, era evitare che nel mondo dell’arte trovassero spazio soltanto le personalità più narcisiste, a discapito di quelle più creative.
Il riconoscimento, sottolinea, non era previsto. L’artista racconta di non aver pensato che potesse ottenere una seconda Targa Tenco e di aver già considerato importante l’ingresso in altre cinquine di finalisti. La vittoria arriva dopo un percorso che, nelle sue intenzioni, non era stato costruito seguendo le logiche del mercato.
La solidarietà ai lavoratori
Nell’intervista, Caparezza interviene anche sulle proteste che negli ultimi giorni stanno interessando il Sud Italia, con particolare riferimento alla mobilitazione degli autotrasportatori. L’artista si dichiara solidale con operai, autotrasportatori, pescatori, agricoltori e studenti e invita a concentrare l’attenzione sulle ragioni della protesta, senza ridurre il racconto agli episodi di vandalismo.
Ricorda la mobilitazione degli autotrasportatori in Puglia e la difficoltà legata alla carenza di benzina, insieme alla solidarietà manifestata da persone che vivono condizioni analoghe. A suo giudizio, il dibattito dovrebbe partire dalle condizioni dei lavoratori e dalla necessità di risposte, mentre la repressione non può rappresentare l’unica soluzione. Il tema, afferma, è drammatico e richiede ascolto.
Per il rapper, l’arte può contribuire a far circolare idee e a creare consapevolezza. La politica, nella sua lettura, tende a dividere in schieramenti contrapposti, mentre l’arte può entrare nelle persone con maggiore immediatezza. Il riferimento è anche alla propria storia familiare, da figlio di un operaio, e ai brani dedicati nel tempo alla denuncia sociale.
Ai giovani che osservano con preoccupazione le tensioni, Caparezza consiglia di informarsi, approfondire le ragioni delle manifestazioni e confrontare più punti di vista prima di scegliere come partecipare. La partecipazione, sostiene, deve essere consapevole e non basata soltanto sulle reazioni immediate o sui contenuti letti rapidamente sui social.
Parlando del proprio linguaggio, l’artista spiega che negli anni la spinta ironica ha lasciato più spazio alla rabbia, da tenere sotto controllo. Nei lavori più recenti ha quindi scelto una formula che combina ironia, riflessione seria e immaginazione, senza puntare esclusivamente allo sberleffo. Quest’ultima, afferma, resta una forma di libertà non sottraibile.
Infine, Caparezza torna sulle difficoltà legate all’acufene e sul rapporto con il palco dopo il ritorno ai concerti. Il disturbo, racconta, ha influito sulla sua attività, ma rappresenta soltanto una delle problematiche affrontate negli ultimi tempi. Il criterio resta l’autenticità: comunicare ciò che si ha da dire senza costruire un lavoro pensando prima al mercato. Anche un disco imperfetto ma onesto, conclude, conserva per lui un valore maggiore rispetto a un prodotto realizzato soltanto per ottenere risultati commerciali.