La Cina ha avviato la sperimentazione del suo primo pallone aerostatico progettato per trasportare fino a due tonnellate di materiali. Il sistema è stato pensato per sostenere i lavori nei cantieri elettrici situati ad alta quota e in aree considerate particolarmente sensibili sotto il profilo ambientale, dove la costruzione di strade di servizio può risultare complessa e invasiva.
La prova nel progetto UHV
Il test si è svolto nell’ambito di un ampio progetto di trasmissione elettrica ad altissima tensione, indicato con la sigla UHV. L’infrastruttura dovrà trasferire energia pulita dalla Regione Autonoma del Tibet, nel sud-ovest del Paese, verso la Greater Bay Area, il bacino economico che comprende Guangdong, Hong Kong e Macao.
Nel sito di costruzione è stato impiegato un pallone con un diametro di 25 metri e un volume di circa 8.000 metri cubi. Durante la prova, l’involucro si è sollevato gradualmente dal terreno mentre un sistema di cavi di ancoraggio veniva regolato per spostare i carichi sospesi sotto il pallone. Il trasporto è avvenuto lungo un percorso prestabilito, diretto verso le diverse postazioni di lavoro in montagna.
Un sistema guidato da cavi
La tecnologia utilizza un pallone riempito di elio, mantenuto in posizione da uno o più cavi collegati a terra. Attraverso il controllo della lunghezza e della tensione dei cavi è possibile gestire la posizione e la quota del mezzo, indirizzandolo verso il punto in cui devono essere consegnati i materiali. Secondo le caratteristiche indicate per il sistema, il pallone può operare fino a 800 metri dal punto di ancoraggio, sollevare carichi fino a due tonnellate e raggiungere una precisione inferiore a mezzo metro.
Lo sviluppo del mezzo risponde alle difficoltà logistiche legate alla realizzazione di nuove reti elettriche in aree montuose e d’alta quota. In questi contesti, l’apertura di strade di servizio richiede tempi lunghi e può aumentare l’impatto sui territori attraversati. Il ricorso a un pallone ancorato punta quindi a movimentare materiali senza dipendere esclusivamente dalla viabilità terrestre.
I droni rappresentano un’alternativa più flessibile, ma non sempre risultano adatti al trasporto di carichi particolarmente pesanti o a operazioni prolungate. La sperimentazione cinese mira a verificare se il sistema ad elio possa offrire una soluzione complementare per i cantieri in condizioni difficili, combinando capacità di sollevamento, controllo del movimento e riduzione delle opere preliminari necessarie per raggiungere le postazioni di lavoro.