Nuovi aumenti per i carburanti in Italia. Giovedì 3 settembre il prezzo medio nazionale della benzina self ha raggiunto 2,039 euro al litro, contro i 2,027 euro del giorno precedente. Il diesel self è salito invece a 2,147 euro al litro, rispetto ai 2,131 euro del 2 settembre. Gli incrementi sono stati registrati anche sulla rete autostradale, dove la benzina self costa in media 2,124 euro al litro e il gasolio 2,221 euro.
Secondo i dati del Mimit, aggiornati con le rilevazioni sui prezzi praticati dagli impianti, la crescita dei listini è stata accompagnata da nuovi ritocchi da parte delle compagnie. IP ha aumentato di due centesimi la benzina e di tre il diesel; Q8 e Tamoil hanno rincarato di un centesimo la verde e di due centesimi il gasolio.
Le differenze tra compagnie e impianti indipendenti
L’elaborazione di Quotidiano Energia sui dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del ministero, aggiornati alle 8 del 2 settembre, indica per la benzina self prezzi medi delle compagnie compresi tra 2,031 e 2,041 euro al litro. Negli impianti senza marchio il valore medio è di 2,025 euro. Per il diesel self la forbice delle compagnie va da 2,129 a 2,146 euro al litro, mentre il prezzo medio dei distributori no logo è di 2,126 euro.
Più ampia la variazione nella modalità servita: per la benzina gli impianti delle compagnie si collocano tra 2,109 e 2,232 euro al litro, contro i 2,079 euro dei no logo. Sul diesel servito i prezzi medi vanno da 2,212 a 2,345 euro al litro, mentre negli impianti indipendenti si attestano a 2,181 euro. Il Gpl è compreso tra 0,758 e 0,784 euro al litro, con 0,750 euro per i no logo. Il metano per autotrazione varia infine tra 1,678 e 1,779 euro al chilo.
L’allarme delle associazioni
Ad evidenziare l’impatto dei rincari è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo la sua stima, in appena due giorni un pieno da 50 litri costa 85 centesimi in più sulla rete ordinaria, sia per la benzina sia per il gasolio. In autostrada l’aumento arriva a 85 centesimi per il diesel e a un euro per la benzina. Tra un giorno e l’altro, sempre secondo l’associazione, il rifornimento di gasolio cresce di 75 centesimi in autostrada e di 80 sulla rete ordinaria; per la benzina gli aumenti sono rispettivamente di 70 e 60 centesimi.
Dona lega il quadro alla scadenza dello sconto sulle accise e sostiene che, senza un rinnovo da parte del governo guidato da Giorgia Meloni, il 6 settembre il gasolio potrebbe arrivare a 2,392 euro al litro in autostrada e a 2,318 sulla rete ordinaria. L’Unione Nazionale Consumatori chiede inoltre la restituzione dell’Iva pagata in più tra marzo e agosto 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025, criticando il ricorso a misure selettive e citando il bonus carburanti da 14,5 milioni di euro previsto nel decreto del gennaio 2023.
Anche il Codacons parla di emergenza e richiama la fine dello sconto fiscale prevista per il 5 settembre. L’associazione stima che, in assenza di proroghe, il diesel self possa raggiungere 2,4 euro al litro in autostrada e superare 2,3 euro sulla rete ordinaria. La cessazione dello sconto di 17 centesimi, aggiunge il Codacons, comporterebbe 8,5 euro in più per ogni pieno di gasolio. L’organizzazione sollecita quindi il governo a evitare interventi limitati ai soli automobilisti con Isee basso o a chi utilizza l’auto per lavoro, sostenendo che il caro-carburanti interessa una platea più ampia di consumatori.