Alcuni operai di Eurallumina hanno raggiunto la sommità del forno di calcinazione statico numero 1, nello stabilimento di Portovesme, nel Sulcis, per protestare contro quelli che definiscono ulteriori rinvii nella vertenza industriale. I lavoratori si sono portati a oltre 60 metri d’altezza, dando vita a una forma di mobilitazione destinata a richiamare l’attenzione sul futuro del sito.
La protesta allo stabilimento
La decisione è stata presa durante il sit-in e l’assemblea organizzati nella mattinata davanti all’impianto. L’iniziativa è stata indetta dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, le organizzazioni sindacali che seguono la vertenza e che hanno promosso il presidio insieme ai lavoratori.
Prima di salire sulla struttura, gli operai hanno ribadito la necessità di superare la fase di attesa. Basta rinvii, ora ognuno si assuma le proprie responsabilità è il messaggio scelto per accompagnare la protesta, che si inserisce nel confronto sul futuro dello stabilimento Eurallumina di Portovesme.
Domani il confronto al ministero
La mobilitazione si svolge alla vigilia del vertice convocato per domani al ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Mimit. L’incontro rappresenta il prossimo passaggio istituzionale della vertenza, dopo le iniziative organizzate sul territorio dai sindacati e dai dipendenti dello stabilimento.
Con l’azione sul forno di calcinazione, i quattro lavoratori intendono mantenere alta l’attenzione sulla situazione dell’impianto e chiedere che il confronto produca risposte. Il presidio davanti alla fabbrica e la permanenza in quota segnano così una nuova fase della protesta, mentre le parti si preparano al tavolo ministeriale.