Vertenza industriale

Operai ex Ilva occupano l’aeroporto di Genova

Presidio nella zona imbarchi dopo l’annuncio della cassa integrazione; voli attivi, atteso un chiarimento da Roma

Operai ex Ilva occupano l’aeroporto di Genova

La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano è ripartita nella mattinata del 19 ottobre 2026 con l’occupazione dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. La decisione è stata presa dall’assemblea convocata alle 7 davanti alle portinerie dello stabilimento, dopo la comunicazione dei commissari relativa all’estensione della cassa integrazione a quasi la totalità dei dipendenti del sito.

Il corteo delle tute blu ha raggiunto lo scalo e si è spostato nella zona dei controlli e degli imbarchi, dove i lavoratori hanno organizzato un presidio. La mobilitazione, annunciata come a oltranza, proseguirà fino all’arrivo di indicazioni da Roma e di garanzie sulla continuità occupazionale. La prospettiva indicata dai lavoratori è una cassa integrazione fino a febbraio.

Presidio nello scalo

All’interno dell’aeroporto i manifestanti hanno lasciato aperto un corridoio per consentire ai passeggeri presenti di raggiungere gli aerei. Le operazioni dello scalo sono quindi proseguite, pur con difficoltà logistiche legate all’elevato numero di persone presenti. Dopo l’ingresso nella zona imbarchi, i lavoratori hanno dichiarato ufficialmente l’occupazione e si sono seduti a terra, battendo i caschi sul pavimento. Si sono registrati anche alcuni momenti di tensione.

La protesta è legata alla comunicazione inviata venerdì dai commissari straordinari, che hanno disposto un incremento della cassa integrazione in seguito alla mancanza di approvvigionamenti di coils. I lavoratori chiedono al ministero risposte immediate e contestano l’incertezza sul futuro dello stabilimento genovese e sui livelli occupazionali.

Tra i manifestanti è intervenuto Armando Palombo della Fiom, che ha chiesto al governo di fornire una risposta e di intervenire sui commissari. All’assemblea della mattina erano presenti anche i parlamentari del Partito democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.

Il confronto con la Regione

All’aeroporto è arrivato il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, che ha incontrato le rappresentanze sindacali. Secondo il governatore, Genova dispone di un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per lavorare materiale conto terzi nel caso di chiusura dell’impianto di Taranto. Bucci ha spiegato che l’accordo raggiunto mercoledì sarebbe operativo e che la Regione chiederà ai commissari di chiarire il contenuto e gli effetti della comunicazione sulla cassa integrazione.

Il presidente ligure ha inoltre riferito dell’esistenza di una seconda lettera, inviata venerdì da Acciaierie d’Italia alla Regione e alla Città Metropolitana, per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi. Il piano, ha sostenuto Bucci, consentirebbe di evitare il fermo dello stabilimento fino al subentro del nuovo acquirente. Il governatore ha aggiunto di aver già parlato con i commissari sabato e ha invitato a evitare messaggi controproducenti, ribadendo la necessità di individuare una soluzione per la vertenza.