Dati creditizi

Prestiti bancari, la crescita accelera al 3,7%

Famiglie e aziende sostengono l’incremento; rincari per finanziamenti, depositi e obbligazioni. Sofferenze attese in aumento

Prestiti bancari, la crescita accelera al 3,7%

La crescita dei prestiti bancari a famiglie e imprese ha accelerato a settembre 2026. Secondo il rapporto mensile dell’Abi, il totale dei finanziamenti è aumentato del 3,7% su base annua, rispetto al 3,5% registrato ad agosto. L’associazione segnala così la prosecuzione del percorso positivo avviato a marzo 2025.

Per le famiglie si tratta del ventunesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese la crescita va avanti da quindici mesi. Nel dettaglio, ad agosto 2026 i prestiti bancari alle aziende sono saliti del 4,2%, contro il 2,9% segnato dai finanziamenti destinati alle famiglie. I dati descrivono un andamento differenziato, ma complessivamente ancora espansivo, del credito concesso dal sistema bancario.

Tassi in lieve aumento

A settembre sono aumentati anche i tassi medi applicati alle nuove operazioni. Il costo dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,61%, con un incremento di 0,06 punti percentuali rispetto al mese precedente. Per le nuove operazioni rivolte alle imprese, il tasso medio ha raggiunto il 3,77%.

È diventata più onerosa anche la raccolta bancaria, in particolare attraverso depositi e obbligazioni, in un contesto di generale aumento dei rendimenti. Il tasso medio sui nuovi depositi a durata prestabilita, che comprendono certificati di deposito e depositi vincolati, è passato al 2,47%, dal 2,43% di agosto. Il valore è superiore al tasso medio dell’area euro, pari al 2,23% ad agosto.

Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso si è attestato al 3,69%. Il tasso medio calcolato sul totale dei depositi, compresi certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti, è aumentato allo 0,73%. Più contenuta la variazione relativa ai conti correnti, il cui tasso medio è salito allo 0,36%, dallo 0,33% di agosto 2026. L’Abi ricorda che questi strumenti non hanno una funzione di investimento, ma consentono di utilizzare diversi servizi bancari.

Rischio di deterioramento del credito

Il rapporto segnala infine un possibile aumento progressivo del tasso di deterioramento dei crediti alle imprese nel biennio 2026-2027. Le difficoltà del comparto delle costruzioni e la maggiore esposizione delle aziende di medie dimensioni sono indicate tra i principali fattori di rischio. Al momento, tuttavia, i crediti deteriorati netti restano sotto controllo: ad agosto ammontavano a 28,2 miliardi di euro, pari all’1,32% del totale dei crediti.

Le stime dell’outlook Abi-Cerved per il periodo 2026-2028, elaborate in un quadro ancora caratterizzato da elevata incertezza geopolitica e volatilità delle materie prime, prevedono un aumento del tasso di deterioramento dei crediti alle imprese dal 2,6% del 2025 al 2,8% nel 2026 e al 2,9% nel 2027. Nel 2028 è attesa una lieve riduzione al 2,8%.

Gli incrementi più marcati tra il 2025 e il 2028 riguarderebbero le imprese di medie dimensioni, per le quali il tasso passerebbe dall’1,8% al 2,1%, e il settore delle costruzioni, dal 2,9% al 3,2%. Le proiezioni delineano quindi una possibile fase di maggiore pressione sulla qualità del credito, pur a fronte di livelli netti ancora contenuti nel periodo osservato.