Movimprese nazionale

Terzo trimestre, crescita delle imprese ai massimi dal 2021

Iscrizioni in aumento, cessazioni stabili: società di capitali e Mezzogiorno trainano il risultato

Terzo trimestre, crescita delle imprese ai massimi dal 2021

Tra luglio e settembre 2026 il Registro delle imprese delle Camere di Commercio ha chiuso con un saldo positivo di 18.403 imprese, pari a una crescita dello 0,32%. Si tratta del risultato più alto registrato nello stesso periodo dal 2021 e di un dato in aumento rispetto alle 16.920 imprese del terzo trimestre 2025. I numeri emergono dall’analisi trimestrale Movimprese, realizzata da Unioncamere e InfoCamere.

Iscrizioni in aumento

A determinare il saldo sono state soprattutto le nuove iscrizioni, arrivate a quota 62.788, con un incremento del 2,5%. Le cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio, sono state invece 44.385 e sono rimaste sostanzialmente stabili. Alla fine di settembre il numero complessivo delle imprese registrate in Italia era pari a 5.828.620.

La crescita è stata sostenuta principalmente dalle società di capitali, aumentate di 14.529 unità, con un tasso dello 0,73%. Questa componente ha contribuito al 79% dell’incremento complessivo dello stock. Le ditte individuali hanno registrato 5.030 imprese in più, raggiungendo un tasso di crescita dello 0,18%, superiore allo 0,12% dello stesso trimestre del 2025. In controtendenza le società di persone, diminuite di 1.342 unità, con un tasso negativo dello 0,17%, invariato rispetto all’anno precedente.

I settori e il quadro territoriale

Nel trimestre hanno chiuso con un saldo positivo commercio, agricoltura e manifattura, rispettivamente con 1.486, 798 e 123 imprese in più. Complessivamente, 18 dei 19 principali settori hanno registrato una crescita. In valore assoluto, i contributi più consistenti sono arrivati da costruzioni, alloggio e ristorazione e attività professionali, scientifiche e tecniche, che insieme hanno aggiunto 9.687 imprese, oltre la metà dell’aumento complessivo.

Il ritmo più elevato è stato rilevato in comparti numericamente più contenuti. Energia elettrica e gas hanno segnato una crescita del 2,33%, pari a 364 imprese, mentre le attività finanziarie e assicurative sono aumentate dell’1,49%, con 2.281 unità in più. Seguono attività editoriali e radiotelevisive, con un incremento dell’1,17%, e attività professionali, scientifiche e tecniche, all’1,11%. Tra gli altri comparti in crescita figurano sanità e assistenza sociale, attività artistiche e sportive, telecomunicazioni e informatica. L’unico dato negativo è quello delle attività estrattive, che hanno perso 17 imprese, pari allo 0,52%, su uno stock di 3.227 unità.

Nel comparto artigiano il saldo è stato positivo per 1.401 imprese, anche se il tasso di crescita è sceso allo 0,11%, dallo 0,15% del terzo trimestre 2025. L’aumento è stato determinato soprattutto dalle ditte individuali, cresciute di 1.843 unità, e dalle società di capitali, aumentate di 480. Le società di persone sono invece diminuite di 906 unità. A fine settembre le imprese artigiane registrate erano 1.225.910.

Tutte le quattro macro-aree italiane hanno evidenziato una dinamica positiva. Il Mezzogiorno ha realizzato il saldo più consistente, con 6.521 imprese in più e una crescita dello 0,33%. Lo stesso tasso è stato registrato dal Nord-Ovest, che ha chiuso con 4.979 unità aggiuntive. Il Centro è cresciuto dello 0,34%, pari a 4.114 imprese in più, mentre il Nord-Est ha segnato un incremento dello 0,25%, con 2.789 nuove unità.

A livello regionale, la Lombardia ha registrato il maggiore aumento in valore assoluto, con 3.852 imprese in più, davanti a Lazio e Campania. Per tasso di crescita si sono distinte Valle d’Aosta, con lo 0,55%, Lazio, con lo 0,51%, e Campania, con lo 0,46%. Tra le province, il saldo più elevato è stato quello di Roma, con 2.521 imprese aggiuntive, seguita da Milano con 1.981 e Napoli con 1.448. Il tasso di crescita più alto è stato rilevato a Benevento, davanti a Roma e Aosta.