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Basi segrete di droni russi al confine NATO e stretta sul dissenso a Mosca

Piattaforme di lancio ai confini occidentali e repressione del dissenso politico nel Paese

Basi segrete di droni russi al confine NATO e stretta sul dissenso a Mosca

Il dispositivo militare di Mosca rafforza la propria presenza a ridosso del perimetro atlantico, mentre il sistema giudiziario interno cancella gli ultimi spazi per la propaganda pacifista. Le evidenze emerse dall’analisi dei dati satellitari pubblicati dal quotidiano britannico The Telegraph mostrano la realizzazione di almeno dieci infrastrutture coperte dotate di cinquantanove nuove corsie di decollo per droni a lungo raggio posizionate lungo la fascia di confine tra Russia, Bielorussia e Ucraina. Nel medesimo contesto temporale, le autorità giudiarie della capitale hanno estromesso la principale lista politica di orientamento antimilitarista.

L’evoluzione dei vettori di attacco e l’espansione delle infrastrutture di lancio

Le rilevazioni aeree e i documenti analizzati indicano che circa venti piattaforme dispongono di una lunghezza maggiorata, caratteristica necessaria per il supporto dei nuovi droni d’attacco. Diversi insediamenti sono stati strutturati riconvertendo ex installazioni aeronautiche e basi dismesse, mentre altri punti strategici sono stati ricavati all’interno di aree rurali. Sette siti risultano già operativi per i raid su Kiev, e una singola struttura è in grado di gestire più di mille velivoli contemporaneamente.

Tipologia Vettore Specifiche Propulsione Capacità di Carico Distanza di Ingaggio
Geran-4 Motore a reazione Fino a 90 kg Circa 1.000 km
Geran-5 Motore a reazione Fino a 90 kg Circa 1.000 km

Gli aggiornamenti tecnici apportati ai modelli della serie Geran consentono a queste unità di estendere l’operatività fino a comprendere centri urbani come la capitale polacca Varsavia. L’analista Mike Monnick del centro d’intelligence DroneSec ha evidenziato come l’allestimento di questi snodi risponda alla doppia esigenza di intensificare il pressing sull’Ucraina e di mantenere una minaccia potenziale verso i Paesi della NATO. Rappresentanti dell’Alleanza Atlantica hanno confermato il potenziamento dei sistemi di difesa, specificando che al momento non vi sono prove dirette di un piano di attacco imminente contro la Polonia, pur non escludendo la possibilità di operazioni dimostrative sotto falsa bandiera lungo la linea di confine.

La sentenza della Corte Suprema ed estromissione del movimento Yabloko

Lunedì 17 agosto 2026 i giudici della capitale hanno respinto l’impugnazione presentata dal partito Jabloko contro l’esclusione dalla competizione per il rinnovo della Duma di Stato fissata per il venti settembre. Contemporaneamente, il tribunale della città di Pskov ha erogato una condanna a undici anni e un mese di reclusione nei confronti del cinquantunenne vicepresidente della formazione, Lev Schlossberg. Durante gli adempimenti processuali, l’intervento della polizia all’esterno dell’edificio ha condotto al fermo di almeno cinquantacinque cittadini.

I dirigenti della lista esclusa hanno depositato una memoria difensiva curata dal proprio Centro anticorruzione per evidenziare la sproporzione del provvedimento. Il divieto di candidatura era stato motivato con un presunto finanziamento di sedicimila novecento rubli con legami esteri. La verifica condotta sui bilanci inoltrati alla Commissione elettorale centrale per il quadriennio 2021-2025 mostra come i partiti rappresentati in Parlamento abbiano incassato oltre un miliardo e centocinquantatre milioni di rubli attraverso versamenti riconducibili a entità straniere, dei quali oltre ottocentoundici milioni destinati alla forza di maggioranza Russia Unita.

Interventi giudiziari contro la rete accademica e i finanziatori dell’opposizione

Il fondatore del gruppo politico, Grigorij Javlinskij, ha confermato l’intenzione di proseguire l’attività politica a tutela della pace e dei diritti civili pur in assenza di agibilità elettorale. Le perquisizioni delle forze dell’ordine hanno coinvolto anche il vicedecano della facoltà di Filosofia dell’Università europea di San Pietroburgo, Igor Zaitsev, interrogato nella propria abitazione in merito a presunte donazioni economiche.

Un monitoraggio curato dalla testata Mediazona ha rilevato che ad aprile duemilaventisei risultavano aperti almeno duecentoventinove procedimenti penali a carico di soggetti accusati di aver inviato contributi al Fondo anticorruzione promossa da Aleksej Navalny successivamente alla sua interdizione legale nel mese di agosto duemilaventuno.