Quattro droni russi hanno violato lo spazio aereo della Moldavia durante una nuova ondata di attacchi russi contro l’Ucraina. A denunciare l’episodio è stata la presidente moldava Maia Sandu, secondo cui almeno uno dei velivoli è esploso nel nord del Paese. Sandu ha sostenuto che la guerra condotta da Mosca rappresenti una minaccia per l’intera Europa e ha ribadito il sostegno di Chisinau all’Ucraina.
Incendio alla stazione Starlink
Nella serata di mercoledì un incendio ha interessato la stazione di terra di Starlink a Wola Krobowska, nella regione polacca della Mazovia. Le fiamme hanno danneggiato l’infrastruttura per l’alimentazione elettrica dell’impianto e un generatore. Vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno isolato l’area e spento il rogo.
Secondo le prime informazioni provenienti dagli ambienti investigativi, l’incendio è ritenuto di origine dolosa e viene valutato come un possibile sabotaggio. La stazione è considerata una delle principali infrastrutture per la trasmissione del traffico internet in Polonia e Ucraina. Il vice primo ministro e ministro per gli Affari digitali polacco, Krzysztof Gawkowski, ha definito l’episodio un ulteriore elemento della guerra ibrida e un tentativo deliberato di mettere fuori uso un nodo internet strategico.
Allarme all’aeroporto di Berlino
Un’altra allerta è scattata in Germania, dove un drone non identificato è stato avvistato sulla pista nord dell’aeroporto di Berlino-Brandeburgo intorno alle 20. Lo scalo ha sospeso le operazioni per circa 45 minuti, prima di una ripresa graduale dei voli. Alcuni aerei sono stati dirottati verso Dresda.
L’agenzia Dpa riferisce che Berlino-Brandeburgo è l’aeroporto tedesco con il maggior numero di avvistamenti nella prima parte dell’anno: nei primi sei mesi ne sarebbero stati registrati circa 28, sette dei quali avrebbero provocato una sospensione temporanea delle attività. Nel corso dell’intero 2025 gli episodi erano stati otto.
Gli episodi si inseriscono in una fase di forte escalation militare. I bombardamenti russi sull’Ucraina hanno provocato, secondo il primo bilancio riportato nel testo, otto morti e diversi feriti, soprattutto nelle aree di Kiev e Odessa. I raid con missili e droni sono avvenuti mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interveniva davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Zelensky ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di essere il punto di origine dell’aggressione e ha chiesto una reazione più dura. Tra gli obiettivi colpiti durante i raid è stato indicato anche un centro congressi che ospita la sede del partito del leader ucraino. Nelle ore successive, una nuova ondata di missili ha colpito il territorio ucraino.
In un messaggio diffuso su Telegram, Zelensky ha riferito che un attacco missilistico contro Kiev sarebbe avvenuto mentre discuteva con membri del Congresso statunitense della necessità di rafforzare le sanzioni. Ha inoltre indicato tra gli obiettivi delle incursioni edifici residenziali, un ospedale per parti, infrastrutture energetiche e la logistica, chiedendo sistemi di intercettazione e ulteriori misure contro Mosca e i suoi sostenitori.
All’Onu è intervenuto anche il presidente polacco Karol Nawrocki. Nel suo discorso ha accusato Mosca di destabilizzare l’Europa attraverso aggressioni, operazioni ibride, atti di sovversione e sabotaggi. Nawrocki ha affermato che la Polonia non cerca lo scontro e ha indicato nella Nato il garante della sicurezza transatlantica, sostenendo che le azioni russe mettono a rischio la stabilità internazionale.