Scenario globale

Escalation tra Stati Uniti e Iran, raid contro tre petroliere

Missili verso navi americane; rappresaglia nel Golfo; nuovi scontri nello Yemen: il bilancio supera sessanta vittime

Escalation tra Stati Uniti e Iran, raid contro tre petroliere

La tensione in Medio Oriente torna a salire dopo un attacco missilistico attribuito ai Pasdaran contro due navi da guerra statunitensi in pattugliamento nelle acque vicine all’isola di Kharg. Secondo la ricostruzione fornita dal Comando Centrale degli Stati Uniti, le unità americane avrebbero intercettato e neutralizzato l’attacco. La risposta di Washington ha coinvolto tre petroliere iraniane, colpite nel Golfo e nel Golfo di Oman.

La rappresaglia americana nel Golfo

In base alle informazioni diffuse da CENTCOM, una portaerei e un cacciatorpediniere lanciamissili hanno reagito all’azione condotta dalle forze di Teheran. La MT/Downy, al largo di Kharg, e la M/T Stark 1, nei pressi di Jask, sarebbero state rese inutilizzabili. La M/T Kylo, invece, è stata distrutta nel Golfo di Oman dopo che all’equipaggio era stato ordinato di abbandonare l’imbarcazione.

La Difesa statunitense sostiene che le tre navi facessero parte di una rete finanziaria clandestina dal valore di miliardi di dollari, utilizzata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica per sostenere le proprie attività e i gruppi alleati nella regione. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha giustificato la rappresaglia affermando che ogni attacco iraniano contro navi americane avrebbe provocato la distruzione di petroliere di Teheran. Al momento, dal governo iraniano non è arrivata una replica ufficiale.

Trump ridimensiona la portata dello scontro

La crisi rischia di avere conseguenze sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz e sui mercati internazionali, ma l’amministrazione statunitense mantiene una linea pubblica di relativa sicurezza. Il presidente Donald Trump ha definito le operazioni un conflitto militare di portata limitata, sostenendo che gli attacchi americani siano intermittenti. Nel riferire delle perdite subite dagli Stati Uniti, indicate in 18 militari, Trump ha aggiunto che ogni vittima è eccessiva, ricordando però il numero più alto di caduti registrato durante la guerra del Vietnam.

Parallelamente, secondo indiscrezioni pubblicate da Axios, la Casa Bianca starebbe iniziando a elaborare un progetto per la fase successiva al conflitto. L’ipotesi, ancora nelle fasi iniziali, riguarderebbe soprattutto il Mediterraneo e avrebbe tra gli obiettivi il contenimento dell’influenza iraniana e l’estensione degli Accordi di Abramo, con l’intento di favorire la normalizzazione dei rapporti tra Israele e alcuni Paesi arabi.

Nuovi combattimenti in Yemen

Il quadro regionale è aggravato dalla ripresa dei combattimenti in Yemen. Nella parte sud-occidentale del Paese, scontri durati diverse ore hanno opposto le forze governative, sostenute dall’Arabia Saudita, ai ribelli Houthi appoggiati dall’Iran. Il bilancio provvisorio supera i 60 morti. L’offensiva degli Houthi sembrerebbe puntare al consolidamento delle posizioni in un’area strategica per il controllo delle rotte marittime del Mar Rosso.