Caso giudiziario

Esecuzione della pena di morte fallita in Tennessee, Christa Pike sopravvive al farmaco letale

La condannata ha ricevuto due somministrazioni di pentobarbital durante una procedura durata quasi due ore

Esecuzione della pena di morte fallita in Tennessee, Christa Pike sopravvive al farmaco letale

Christa Pike, 50 anni, è sopravvissuta a due somministrazioni di pentobarbital durante il tentativo di esecuzione avvenuto in Tennessee. La donna, condannata a morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, è stata trasferita in un ospedale nelle vicinanze al termine della procedura. Le sue condizioni di salute non sono state rese note.

La procedura interrotta

Secondo i giornalisti presenti come testimoni, la procedura si è svolta dalle 19 alle 20:56, ora locale, durando molto più del previsto. Dopo l’inizio della somministrazione del farmaco, Pike sarebbe rimasta sveglia, avrebbe parlato e cantato con la propria guida spirituale e, dopo la prima dose, avrebbe continuato a muoversi e a respirare in modo udibile.

Dopo il tentativo fallito, gli avvocati della donna hanno presentato un’istanza d’urgenza per chiedere l’interruzione dell’esecuzione. In una nota, i legali hanno sostenuto che lo Stato del Tennessee non sia riuscito a portare a termine una procedura legale e hanno confermato che la detenuta stava ricevendo cure in una struttura sanitaria vicina.

La difesa ha inoltre richiamato le preoccupazioni già espresse da Pike sul protocollo utilizzato: difficoltà nel trovare una vena, vene collassate, pentobarbital deteriorato e assenza di assistenza medica d’emergenza disponibile nel momento in cui qualcosa fosse andato storto. Secondo gli avvocati, il sistema resta inoltre caratterizzato da un livello di segretezza che impedisce di conoscere pienamente le modalità della procedura.

Il via libera della Corte Suprema

La Corte Suprema degli Stati Uniti aveva autorizzato l’esecuzione dopo aver revocato la sospensione disposta poche ore prima da una Corte d’Appello. La pena, fissata per il 30 settembre mediante iniezione letale, era stata inizialmente bloccata con un voto di 2 a 1, in attesa di valutare se le accuse di abusi sessuali subiti da Pike durante l’infanzia fossero state adeguatamente considerate nella sentenza.

La decisione della Corte d’Appello era stata impugnata dal procuratore generale del Tennessee. Dopo il via libera della Corte Suprema, la procedura è ripresa fino al trasferimento della detenuta in ospedale. Non è stato comunicato se il tentativo possa avere ulteriori conseguenze sul procedimento esecutivo.

La condanna per l’omicidio

Pike e il suo fidanzato erano stati condannati per aver accoltellato e picchiato, nel 1995, Colleen Slemmer, loro compagna di classe di 19 anni, all’interno di un centro di formazione professionale a Knoxville. Pike si trova nel braccio della morte del Tennessee dal marzo 1996.

La sua esecuzione avrebbe rappresentato la prima ai danni di una donna nello Stato in più di due secoli. Il tentativo concluso con il ricovero riporta ora al centro del procedimento le contestazioni della difesa sulle modalità di somministrazione dei farmaci e sulle garanzie mediche previste durante l’esecuzione.