A tre anni dagli attacchi del 7 ottobre 2023, le famiglie delle vittime hanno rinnovato la richiesta di una commissione d’inchiesta nazionale, indipendente e autonoma. L’iniziativa nasce dal lavoro svolto dal Consiglio di ottobre, organismo che riunisce i familiari delle persone uccise nell’offensiva guidata da Hamas contro Israele.
Secondo quanto riferito dal Consiglio, nel corso di questi tre anni i familiari hanno raccolto testimonianze, documenti e atti ufficiali. Hanno inoltre incontrato esponenti politici e responsabili del settore della sicurezza, nel tentativo di ricostruire le decisioni assunte prima dell’attacco e di chiarire come si siano prodotte le falle che lo hanno preceduto.
La richiesta delle famiglie
Il Consiglio chiede che l’organismo d’indagine esamini il livello politico, quello della sicurezza e l’intera catena decisionale che, secondo i familiari, ha portato al disastro. L’obiettivo indicato non è la vendetta né lo scontro politico, ma l’accertamento della verità e delle responsabilità istituzionali.
In una dichiarazione, le famiglie hanno sostenuto che l’indagine dovrebbe servire anche a evitare che un evento analogo possa ripetersi. La commissione richiesta dovrebbe essere statale, indipendente e autonoma, con il compito di verificare le scelte compiute prima del 7 ottobre e le carenze emerse nella gestione della sicurezza.
Le iniziative a Tel Aviv
Il Consiglio di ottobre ha affermato che lo Stato di Israele ha ancora un debito nei confronti delle famiglie. Per i parenti delle vittime, quel debito coincide con la verità sulla strage e sulle circostanze che hanno consentito agli attacchi di prodursi.
Nel frattempo, su una spiaggia di Tel Aviv, i manifestanti antigovernativi hanno disposto 1.200 figure umane. Le sagome simboleggiano le vittime uccise negli attacchi del 7 ottobre 2023 e sono state collocate accanto a grandi lettere ebraiche che compongono la scritta Fallimento totale.
L’iniziativa pubblica ha così affiancato la richiesta di un’indagine formale, riportando al centro del dibattito la ricostruzione delle decisioni prese prima dell’attacco, l’esame delle falle nella sicurezza e il rapporto tra le istituzioni israeliane e le famiglie delle vittime.