Fairford

I terroristi contro la base Usa in Inghilterra erano solo ladri di carburante

Nessun ordigno bellico nei furgoni sequestrati mentre emergono forti dubbi sulla reale matrice terroristica dell'operazione di polizia

I terroristi contro la base Usa in Inghilterra erano solo ladri di carburante

La complessa vicenda legata alla sicurezza della base aerea britannica della RAF di Fairford si arricchisce di nuovi elementi dopo le verifiche effettuate dagli investigatori dell’antiterrorismo. L’allarme scattato nella notte di domenica 27 settembre 2026 a seguito del presunto piano d’attacco contro la struttura militare, impiegata dalle forze statunitensi, non ha trovato finora conferme circa la presenza di materiale esplosivo o idoneo al funzionamento sui tre veicoli posti sotto sequestro.

Terroristi? No, solo ladri di carburante

I dubbi sulla natura dell’azione sono cresciuti dopo l’inattesa scarcerazione su cauzione concessa a cinque giovani britannici con un’età compresa tra ventitré e venticinque anni. I soggetti, tutti residenti a Londra, erano stati tratti in arresto con l’accusa formale di pianificazione di atti di matrice terroristica. Il responsabile della polizia antiterrorismo britannica, Laurence Taylor, ha precisato che il rilascio è subordinato a rigide misure restrittive sugli spostamenti in attesa che si chiariscano i contorni dell’inchiesta.

Le ispezioni all’interno dei tre furgoni fermati nei pressi del perimetro militare hanno rivelato la presenza di fusti vuoti predisposti per il contenimento di carburante. Uno dei mezzi presentava loghi contraffatti appartenenti a un’azienda di distribuzione locale, dettaglio che orienta le indagini verso un potenziale tentato furto di gasolio agricolo. La zona riserva infatti condotte per il trasporto del combustibile e aziende agricole spesso colpite dal fenomeno del mercato nero dell’energia.

L’episodio ha originato accese polemiche politiche legate alle dichiarazioni della testimone che ha allertato i soccorsi tramite il numero di emergenza 999 dopo aver notato un gruppo di soggetti mascherati vicino al bosco. Il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, è intervenuto per respingere le critiche di negligenza formulate dall’abitante locale, definendo le ricostruzioni giornalistiche come parziali e confermando il massimo riserbo sulle indagini in corso.

Resta elevato lo stato di allerta nella struttura di Fairford e nelle vicine installazioni americane di Mildenhall e Lakenheath. Sebbene l’ambasciata dell’Iran abbia smentito formalmente ogni tipo di coinvolgimento nelle operazioni sul suolo britannico, le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio e del presidente statunitense Donald Trump continuano a evidenziare il potenziale ruolo di attori statali esteri nell’episodio.

Il primo ministro britannico Andy Burnham ha disposto la convocazione del comitato d’emergenza Cobra per monitorare l’evoluzione del quadro di sicurezza nazionale. Nel frattempo, gli abitanti dei circa ottantacinque edifici evacuati in via precauzionale al momento del blitz sono rientrati nelle proprie abitazioni mentre la polizia persegue molteplici piste investigative.