Sicurezza globale

Intelligence occidentali: Mosca punta ai vertici della difesa europea

Raid nella regione di Dnipropetrovsk: un minore ha perso la vita, cinque persone sono state ricoverate; filtrano nuove indiscrezioni d’intelligence

Intelligence occidentali: Mosca punta ai vertici della difesa europea

Un bambino è morto e altre cinque persone, tra cui due minori, sono rimaste ferite negli attacchi russi condotti con droni e missili nella regione di Dnipropetrovsk. I raid si sono verificati nella serata di sabato e hanno colpito in particolare la località di Pokrovske, nel distretto di Nikopol, secondo le autorità regionali citate dai media ucraini.

Tra i feriti ci sono una bambina di 10 anni e un ragazzo di 12 anni. I due minori sono stati ricoverati insieme a un uomo di 47 anni e a due donne di 49 e 61 anni. Il governatore Oleksandr Hanzha ha riferito che la regione è stata attaccata più di 30 volte nell’arco della giornata, con l’impiego di droni e artiglieria.

Danni a case e infrastrutture

Nel distretto di Nikopol, le esplosioni hanno danneggiato abitazioni, una stazione di servizio e un’ambulanza. Altri raid hanno raggiunto la comunità di Zelenodolsk, nel distretto di Kryvyi Rih, dove sono state colpite abitazioni private e infrastrutture. Nella comunità di Mykolaiv, nel distretto di Dnipro, i danni hanno riguardato veicoli e macchinari agricoli.

Gli attacchi nella regione si inseriscono nel più ampio conflitto tra Russia e Ucraina, mentre continuano i bombardamenti russi contro aree abitate e infrastrutture. Le informazioni sulle vittime e sui danni sono state diffuse dalle autorità regionali ucraine e riportate dai media locali.

L’allarme sul fronte della sicurezza

Sul piano diplomatico e della sicurezza, alcune agenzie di intelligence occidentali avrebbero segnalato un’intensificazione dei tentativi russi di colpire esponenti ai vertici della difesa europea. L’indiscrezione, rilanciata dal Financial Times, è basata sui colloqui del giornale con funzionari di cinque agenzie di intelligence.

Secondo il resoconto, le attività attribuite ad agenti del Cremlino non riguarderebbero soltanto figure istituzionali. Tra i possibili obiettivi sarebbero comparsi anche amministratori delegati e altri dipendenti di alto livello di aziende europee. Le imprese avrebbero quindi rafforzato le misure di sicurezza attorno ai propri dirigenti.

Le stesse fonti descrivono un ruolo crescente degli assassini incaricati di colpire obiettivi civili europei, pratiche che in passato sarebbero state considerate un limite anche dalle agenzie di spionaggio russe. Il quadro resta quello di indiscrezioni riferite da fonti dell’intelligence e non di accuse formalmente contestate in un procedimento giudiziario.