Benjamin Netanyahu sarebbe stato informato circa dieci giorni prima del 7 ottobre 2023 di un piano di Hamas per una grande offensiva contro Israele. La rivelazione è attribuita al quotidiano israeliano Haaretz, che ha anticipato i risultati di un’inchiesta condotta per un libro dai giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval.
Secondo la ricostruzione, l’avvertimento sarebbe arrivato direttamente da Mohammed bin Zayed, leader degli Emirati Arabi Uniti, durante una telefonata durata 45 minuti alla fine di settembre. Tre alti funzionari stranieri, riferisce Haaretz, sarebbero stati informati del contenuto del colloquio. Un consigliere emiratino, citato come fonte con conoscenza diretta della conversazione, avrebbe confermato l’esistenza del contatto. Il giornale sostiene inoltre che Netanyahu non avrebbe condiviso l’informazione con i vertici della sicurezza israeliana né adottato misure in risposta all’allarme.
Incursioni e tensioni lungo i confini
Nel frattempo, la televisione statale siriana ha riferito di nuove incursioni israeliane in villaggi della zona di confine, nel governatorato di Quneitra. A Bariqa una pattuglia avrebbe fatto irruzione in un’abitazione, mentre il giorno precedente sarebbero stati bombardati terreni agricoli in due villaggi. Le forze israeliane, secondo la stessa fonte, sarebbero entrate anche a Taranja con veicoli blindati.
Altre operazioni sono state segnalate a Gerusalemme Est, ad Anata e nel campo profughi di Shuafat. L’agenzia palestinese Wafa ha riferito di posti di blocco agli ingressi, coprifuoco, perquisizioni e arresti, tra cui quello di una donna. Le forze israeliane avrebbero inoltre danneggiato alcune condutture idriche. Il governatorato di Gerusalemme ha definito l’azione un’aggressione militare sistematica.
Nel sud del Libano, Al Jazeera ha riferito che un raid israeliano avrebbe causato la morte di tre generazioni della stessa famiglia, tra cui un neonato di due mesi. I soccorritori della protezione civile hanno lavorato per ore tra le macerie. Il cessate il fuoco resta formalmente in vigore, ma i negoziati risultano fermi.
Pressioni internazionali e stretto di Hormuz
Sul fronte diplomatico, l’Iran ha criticato il sostegno del Canada alle misure di pressione economica adottate dagli Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha accusato Ottawa di sostenere un’aggressione militare e ha definito la posizione canadese una forma di complicità. Lo stesso esponente ha affermato che l’Oman avrebbe agito in buona fede nei colloqui sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, pur sostenendo che l’intesa tra i due Paesi non sia sufficiente da sola.
Un funzionario statunitense ha dichiarato ad Al Jazeera che Hormuz è completamente aperto e sotto il controllo della Marina americana. Secondo la fonte, un’operazione di sminamento condotta in precedenza avrebbe rimosso circa 80 mine navali e circa 20 unità statunitensi sarebbero ancora impegnate nella sorveglianza e nella scorta delle navi commerciali. Gli Houthi yemeniti hanno invece rivendicato attacchi con droni e missili contro obiettivi in Arabia Saudita, tra cui l’aeroporto di Abha, la base King Khalid e impianti di Aramco.
Il presidente americano Donald Trump ha affermato che il prezzo del petrolio calerà drasticamente dopo una vittoria degli Stati Uniti sull’Iran, ribadendo che Teheran non avrà mai un’arma nucleare. Intanto Londra si prepara, secondo il New York Times, ad annunciare un embargo commerciale contro i coloni israeliani e le aziende coinvolte negli insediamenti in Cisgiordania. Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir ha risposto chiedendo a Netanyahu di riconoscere la sovranità argentina sulle Isole Malvine e di sanzionare il Regno Unito.
Infine, Israele dovrebbe consentire nuovamente alla Croce Rossa Internazionale di visitare i detenuti palestinesi incarcerati per reati legati al terrorismo. La ripresa, prevista questa settimana secondo Channel 12, arriva dopo una decisione della Corte Suprema israeliana che aveva accolto i ricorsi di organizzazioni per i diritti umani. Le visite erano state sospese dopo l’attacco del 7 ottobre 2023.