Diritti umani

Onu: in Ucraina oltre 15mila civili uccisi o feriti nel 2026

Il rapporto denuncia bombardamenti, abusi sessuali e responsabilità attribuite soprattutto alle forze russe

Onu: in Ucraina oltre 15mila civili uccisi o feriti nel 2026

Oltre 15mila civili sono stati uccisi o feriti in Ucraina dall’inizio del 2026, con un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il dato principale contenuto nella valutazione dell’ufficio delle Nazioni Unite, che descrive un aggravamento della violenza e delle conseguenze della guerra sulla popolazione.

Secondo il rapporto, quasi 2.500 persone sono rimaste uccise o ferite a causa dei bombardamenti aerei russi nello stesso arco temporale. Anche questo bilancio risulta in crescita: il numero è superiore del 62% a quello registrato nel 2025. Gli attacchi hanno colpito, tra gli altri obiettivi citati dall’Onu, scuole, centri medici, condomini, ferrovie e negozi.

La popolazione vive nella paura

Il quadro è stato commentato da Türk, secondo il quale la guerra rappresenta una catastrofe per i diritti umani, destinata a crescere e a intensificarsi di settimana in settimana. Le offensive stanno provocando sofferenze sempre più gravi tra i civili e, nella valutazione delle Nazioni Unite, alimentano il rischio di conseguenze ancora maggiori nell’intera regione.

Gli attacchi alle infrastrutture e ai luoghi destinati alla vita quotidiana hanno contribuito, secondo l’ufficio dell’Onu, a mantenere la popolazione ucraina in un costante stato di paura. Il rapporto collega il deterioramento della situazione anche alla continuità dei bombardamenti e alla difficoltà, per i civili, di sottrarsi agli effetti diretti del conflitto.

Violenza sessuale contro civili e prigionieri

Tra gli elementi più gravi evidenziati dall’Onu figurano livelli definiti scioccanti di violenza sessuale contro civili e prigionieri di guerra. Sono 1.004 i casi accertati di violenza sessuale legata al conflitto commessi tra febbraio 2022 e luglio 2026, secondo i dati riportati nel documento.

All’89% dei casi è stata attribuita una responsabilità alle forze russe, mentre l’11% è stato ricondotto alle forze ucraine. Nel secondo gruppo, le minacce di violenza sessuale rappresentano quasi la metà delle violazioni rilevate. Türk ha accusato la Federazione Russa di ricorrere a questi atti per torturare, intimidire e costringere individui e comunità, ribadendo la gravità delle accuse contenute nella valutazione delle Nazioni Unite.