Le esportazioni di greggio dai principali produttori del Medio Oriente sono risalite a settembre a 12,8 milioni di barili al giorno, secondo i dati diffusi dalla società Kpler e citati da Reuters. Si tratta del livello più alto dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, avviato a febbraio. L’aumento è stato trainato soprattutto dalla crescita delle spedizioni di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
La ripresa dei flussi è stata accompagnata da un incremento dei transiti nello Stretto di Hormuz, che questo mese dovrebbero raggiungere circa 7,4 milioni di barili al giorno. I dati preliminari indicano che Riad ha deviato parte delle esportazioni dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo gli attacchi che avevano danneggiato l’oleodotto Est-Ovest. Sul fronte militare, l’agenzia iraniana Tasnim ha riferito di attacchi sauditi contro Saada, nel nord-ovest dello Yemen, e contro sedi di gruppi separatisti nella zona di Erbil, nel nord dell’Iraq. Secondo la stessa fonte, i voli dell’aeroporto di Erbil sono stati sospesi.
Le tensioni militari
L’esercito israeliano ha comunicato di avere ucciso nel sud della Striscia di Gaza Adi Adli Abd Al-Al, indicato come cecchino del braccio militare di Hamas. In una nota diffusa sui social, l’Idf ha sostenuto che l’uomo partecipasse ad attività contro militari e civili israeliani e che fosse impegnato nella ricostruzione delle capacità dell’organizzazione, in violazione del cessate il fuoco. Le autorità iraniane hanno inoltre riferito di una potente esplosione nel nord della Giordania, senza fornire ulteriori elementi sull’accaduto.
Secondo Nbc News, citata da tre funzionari statunitensi, otto Marines americani sono rimasti feriti due settimane prima quando un missile da crociera iraniano ha colpito la nave sulla quale prestavano servizio nello Stretto di Hormuz. I militari non avrebbero riportato ferite gravi, ma avrebbero accusato intossicazione da fumo e possibili lesioni cerebrali traumatiche, con sintomi riconducibili a una commozione cerebrale. Il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Hossein Mohebbi, ha invece dichiarato che la Marina iraniana avrebbe sequestrato un secondo veicolo sottomarino autonomo statunitense, identificato come un Kingfish Mk 18 Mod 2.
Diplomazia e accuse precedenti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere vicina la vittoria nella guerra contro l’Iran, aggiungendo che il prezzo del petrolio potrebbe tornare ai livelli precedenti al conflitto. Alla domanda su eventuali nuovi bombardamenti prima delle elezioni di metà mandato, Trump non ha escluso l’ipotesi. Intanto, fonti citate da Axios hanno riferito di nuovi colloqui indiretti tra Washington e Teheran, con il Qatar incaricato di fare da mediatore tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’inviato statunitense Steve Witkoff. Una fonte vicina alla delegazione iraniana all’Onu ha però sostenuto che non fosse ancora previsto un nuovo ciclo negoziale, in attesa di una risposta americana.
In un altro sviluppo diplomatico, Axios ha riferito di un incontro ad Abu Dhabi tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Emirati Mohammed bin Zayed. Il Wall Street Journal ha inoltre scritto che l’Egitto avrebbe avvertito più volte Israele dei preparativi di Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. Secondo il quotidiano, il capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe contattato personalmente Netanyahu, con allarmi inviati da giugno fino a 48 ore prima della strage. Netanyahu ha sempre negato di avere ricevuto avvertimenti di questo tipo e ha attribuito ai vertici dei servizi israeliani la responsabilità di non averlo informato adeguatamente. L’ambasciatore statunitense all’Onu Mike Waltz ha infine dichiarato che, durante precedenti trattative, Washington aveva proposto all’Iran la vendita di uranio destinato a usi civili, sul modello dell’accordo con gli Emirati Arabi Uniti.