Mentre Putin riceve il pressing di Cina e India per una conclusione del conflitto in Ucraina, nuovi raid su Kiev e altre importanti città smentiscono le sue dichiarazioni di facciata (in copertina, Putin e Xi Jin Pin).
I raid notturni nelle città ucraine e il bilancio delle vittime
Un pesante attacco aereo ha colpito diverse zone dell’Ucraina nella notte di martedì 1 settembre 2026, causando la morte di sette persone. Le forze armate di Mosca hanno lanciato missili e droni su diversi centri abitati della nazione, prendendo di mira in particolare la capitale Kiev, la vicina area di Boryspil e i porti strategici di Odessa e Izmail.

I bombardamenti hanno distrutto infrastrutture critiche ed edifici residenziali, provocando crolli e incendi domati all’alba dalle squadre di soccorso.
Il vertice internazionale e le dichiarazioni del Cremlino
Sul fronte politico, il presidente della Federazione Russa Volodymyr Putin ha incontrato i vertici di Cina e India a margine del summit multilaterale a Bishkek. Il leader settantatreenne ha risposto ai solleciti giunti da Pechino e Nuova Delhi affermando l’impegno verso la risoluzione del conflitto. Nonostante le rassicurazioni diplomatiche fornite al capo di Stato cinese Xi Jinping e al primo ministro indiano Narendra Modi, la contemporaneità delle operazioni militari evidenzia il forte divario tra le interlocuzioni diplomatiche e l’azione sul campo.
“Ogni giorno di guerra fa regredire l’umanità”.
Nel corso del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) tenutosi a Bishkek, il Primo Ministro indiano Narendra Modi si è rivolto direttamente a Vladimir Putin sollecitando la fine delle ostilità in Ucraina e ribadendo la necessità di una risoluzione diplomatica:
“Dobbiamo passare da una guerra senza fine alla fine della guerra. La terra di Gandhi e la terra del Buddha condividono un solo messaggio: la via della pace. L’India sostiene la risoluzione pacifica di tutti i problemi, la strada della diplomazia è essenziale per tutti i popoli. Dobbiamo risolvere tutti i problemi con mezzi pacifici. Questo è ciò che tutta l’umanità esige, e questo è il messaggio dell’India”.
Xi Jinping ha invece ribadito che Pechino auspica l’avvio rapido di negoziati di pace diretti tra le parti, sottolineando che “non ci sono vincitori in una guerra o in un conflitto armato” e che la stabilità globale richiede il rispetto della sovranità e delle legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti i Paesi. Il leader cinese ha confermato l’impegno della Cina nel proseguire il proprio ruolo di mediatore politico.
Di fronte a queste sollecitazioni, Vladimir Putin ha replicato dichiarando: “Ci stiamo muovendo in questa direzione”, lasciando intendere la volontà di lavorare per la conclusione del conflitto pur senza interrompere le operazioni militari sul campo.
I colloqui tra Washington e Kiev per le garanzie di pace
Dall’altro lato, il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato di aver avuto un colloquio diretto con i rappresentanti del governo degli Stati Uniti d’America per discutere delle nuove forniture di difesa e delle prospettive negoziali. Il vertice istituzionale si è concentrato sulla necessità che da parte del Cremlino emerga la giusta mentalità per fermare le ostilità. Senza un concreto cambio di rotta militare da parte delle forze d’occupazione, la diplomazia internazionale rischia di non produrre i risultati auspicati per la stabilizzazione regionale.