Scrutinio russo

Nelle elezioni in Russia conferma per il partito di Putin: “Russia Unita” al 58%

La formazione governativa supera il 57% con oltre novanta schede su cento esaminate; esclusi i principali oppositori pacifisti

Nelle elezioni in Russia conferma per il partito di Putin: “Russia Unita” al 58%

Russia Unita, il partito di governo guidato politicamente da Vladimir Putin, è in testa alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato. Secondo i dati della Commissione elettorale centrale russa, con il 90,43% delle schede scrutinate la formazione ha ottenuto il 57,86% dei voti. Il risultato, ancora provvisorio, la proietta verso una maggioranza dei due terzi nella camera bassa del Parlamento, composta da 450 deputati, e quindi verso la possibilità di promuovere riforme costituzionali.

Il quadro del voto

Alle spalle del partito presidenziale si collocano il Partito comunista della Federazione Russa, con il 13,84%, il Partito liberal-democratico, all’8,90%, e Nuova Gente, al 7,94%. Russia Giusta è ferma al 4,95%, appena sotto la soglia del 5% prevista per l’accesso alla Duma attraverso il voto di lista. La consultazione, la prima elezione legislativa dall’avvio dell’offensiva russa su larga scala in Ucraina nel 2022, si è svolta nell’arco di tre giorni e ha coinvolto anche le regioni ucraine annesse da Mosca.

Alla competizione proporzionale non ha partecipato Jabloko, il partito pacifista escluso dalle liste. L’opposizione in esilio aveva invitato gli elettori contrari alla guerra a sostenere i candidati capaci di sottrarre seggi a Russia Unita e a concentrarsi alle urne alle 12.00, nell’ambito dell’iniziativa Mezzogiorno contro la guerra. In alcuni seggi periferici di Mosca, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, si sono formate file di elettori, soprattutto giovani. Il leader di Jabloko, Nikolai Rybakov, ha invece annullato la scheda scrivendo richieste di pace e di cessate il fuoco.

Le accuse sulle irregolarità

Jabloko ha segnalato irregolarità legate soprattutto all’impossibilità, per alcuni cittadini, di utilizzare schede cartacee e all’obbligo di ricorrere al voto elettronico. La Commissione elettorale centrale ha riferito di oltre mille attacchi informatici DDoS contro le infrastrutture elettorali e di 124 attacchi contro il sistema di voto elettronico a distanza. Le autorità russe hanno inoltre stimato un’affluenza superiore al 56%, mentre l’opposizione sostiene che il voto online sia esposto a possibili frodi.

La giornata elettorale è stata segnata anche da un massiccio attacco con droni ucraini contro obiettivi in territorio russo. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha parlato di oltre 1.600 droni intercettati complessivamente e di circa 450 diretti verso la capitale, accusando Kiev di voler sabotare le elezioni. Secondo le autorità locali, alcuni velivoli hanno raggiunto una raffineria e un edificio residenziale, senza provocare vittime a Mosca; altre fonti hanno riferito di almeno due morti nella regione. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato gli attacchi contro infrastrutture petrolifere e logistiche nelle regioni di Mosca e Voronezh, sostenendo che servano a colpire le risorse destinate alla macchina bellica.

Sullo sfondo resta il confronto diplomatico tra Washington, Mosca e Kiev. Secondo Axios, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe chiesto più volte a Zelensky di fermare i raid contro le raffinerie russe. Il presidente ucraino ha annunciato un incontro con Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, descrivendolo come un possibile passaggio per discutere di de-escalation, sicurezza energetica e alimentare e protezione dei civili.