La Tetris Company prende le distanze da Build the Wall, il gioco online pubblicato dalla Casa Bianca giovedì scorso. L’azienda sostiene di non aver partecipato alla sua realizzazione e afferma di non avere autorizzato l’uso del marchio Tetris né quello di contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale.
La posizione è stata resa nota da una portavoce della società all’agenzia Afp e ribadita in un messaggio diffuso su X.
P.S. The Tetris Company was not involved in the creation of ‘Build the Wall’.
P.P.S. We take copyright infringement very seriously. pic.twitter.com/Fu02khRpT3
— Tetris (@Tetris_Official) September 4, 2026
La compagnia ha sottolineato di considerare con grande serietà una possibile violazione del copyright, prendendo così le distanze dall’iniziativa digitale attribuita alla Casa Bianca.
Il riferimento allo slogan di Trump
Il titolo Build the Wall, traducibile in Costruisci il muro, richiama lo slogan utilizzato da Donald Trump durante la campagna elettorale e riferito al progetto di rafforzamento del confine tra Stati Uniti e Messico. Nel gioco, ai partecipanti viene chiesto di erigere una barriera per difendersi da una serie di zombie, descritti come un’orda in arrivo, con l’obiettivo dichiarato di proteggere il confine.
Nel contenuto non viene indicato in modo esplicito un luogo preciso. Il richiamo politico, tuttavia, è suggerito sia dal nome dell’iniziativa sia dall’obiettivo assegnato ai giocatori. La pubblicazione è avvenuta nella stessa giornata in cui è stato diffuso un ulteriore gioco online, nel quale il protagonista deve catturare ed espellere immigrati clandestini nelle vicinanze del Rio Grande.
La presa di distanza della società
Nel messaggio pubblicato sui social, The Tetris Company ha affermato di credere nel potere delle relazioni e nella capacità di unire le persone, non di separarle. La dichiarazione accompagna il rifiuto di qualsiasi coinvolgimento nella produzione di Build the Wall e la contestazione dell’utilizzo non autorizzato di elementi riconducibili al celebre videogioco.
La vicenda mette quindi in relazione una scelta comunicativa della Casa Bianca, un riferimento a uno dei temi più riconoscibili della politica di Trump e la reazione del titolare dei diritti sul marchio. Al momento, nel testo diffuso dalla società, non vengono indicati ulteriori dettagli su eventuali iniziative legali o sulle modalità con cui sarebbe stato utilizzato il materiale protetto.