Il bilancio delle frane e delle inondazioni che hanno colpito l’area di confine tra Nepal e Tibet è salito a 31 morti e 93 feriti. I dati, aggiornati alle 17:25 ora locale, sono stati diffusi dall’Ufficio di Polizia della Provincia di Bagmati, con sede a Hetauda, e riportati da Bbc e Nepal News.
L’evento più grave si è verificato nella zona di Rasuwagadhi-Timure, sul versante nepalese, dove una frana e una massa di ghiaccio e rocce hanno provocato improvvise inondazioni. Le acque hanno travolto diverse aree, tra cui Syabrubesi, colpita dalla piena del fiume Bhote Koshi, il distretto di Rasuwa e la valle dello stesso corso d’acqua.
Ricerca dei dispersi
Le operazioni di soccorso proseguono per rintracciare le persone ancora disperse, che sarebbero decine e includerebbero molti turisti. Il Nepal Tourism Board ha riferito di 384 viaggiatori dispersi: 93 nepalesi, 105 indiani, uno australiano, uno olandese, tre statunitensi, 17 malesi, 12 britannici e quattro sudafricani. Per gli altri casi, le nazionalità non sono ancora state confermate. Nel testo diffuso dalle autorità compare anche un diverso riferimento numerico, con 348 turisti e 291 stranieri, senza ulteriori chiarimenti.
La piena è attesa nelle prossime ore nelle aree a valle del Trishuli. La capitale Katmandu, secondo le informazioni disponibili, non è interessata dall’emergenza. Le autorità stanno cercando di verificare il numero complessivo delle persone coinvolte e di trasferire gli abitanti delle zone minacciate, mentre resta il rischio di ulteriori eventi e di disastri secondari.
Italiani evacuati
La Farnesina ha comunicato che circa 90 cittadini italiani risultano presenti tra Nepal e Tibet sulla base delle registrazioni effettuate sulla piattaforma Dove siamo nel mondo. Sono in corso verifiche sulle loro condizioni. Due connazionali sono già stati evacuati, incolumi, dal versante nepalese del Tibet insieme, secondo le informazioni disponibili, a un gruppo di escursionisti russi.
Per coordinare l’emergenza, il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di rafforzare le ricerche, soccorrere i dispersi, curare i feriti e sistemare le persone minacciate. Il premier Li Qiang ha chiesto di mobilitare tutte le forze disponibili e di intensificare il coordinamento con i Paesi interessati. Su disposizione dei vertici cinesi, il vicepremier Zhang Guoqing ha raggiunto la zona con i responsabili dei dipartimenti coinvolti. Anche le autorità tibetane hanno mobilitato squadre per le attività di ricerca e soccorso.