Nuovi drammatici sviluppi nel conflitto russo-ucraino. È di tre morti e almeno 22 feriti il bilancio dell’attacco missilistico attribuito alle forze di Mosca contro la periferia di Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Tra le vittime ci sono un adolescente di 16 anni, una giovane di 19 e una persona di 51 anni. Le autorità locali riferiscono inoltre del ferimento di due minorenni: una adolescente di 13 anni e una bambina di 8, ricoverata per una lesione provocata dall’esplosione.
Secondo le informazioni diffuse su Telegram da Oleh Syniehubov, capo dell’amministrazione militare regionale, il raid è avvenuto intorno alle 19.25 di ieri nell’insediamento di Pisochyn, nel distretto di Kharkiv. Il missile avrebbe colpito una zona residenziale densamente popolata, provocando un incendio poi domato dai soccorritori. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sulle modalità dell’attacco.
Negli ultimi sette giorni, le forze armate russe hanno intensificato i bombardamenti su diverse regioni ucraine, prendendo di mira centri urbani e nodi infrastrutturali strategici. Oltre all’attacco a Pisochyn, l’11 ottobre due bombe guidate hanno colpito il quartiere di Nemyshlyanskyi a Kharkiv, provocando un morto e otto feriti. Nello stesso arco temporale, incursioni di droni e raid missilistici hanno interessato anche le infrastrutture elettriche nei pressi di Kyiv e i centri di gestione dati a Odessa, mentre bombardamenti d’artiglieria e attacchi aerei sono proseguiti lungo il fronte di Donetsk e nella regione di Sumy.
Una settimana di bombardamenti
L’episodio si inserisce in una fase di forte intensificazione degli attacchi sulla seconda città ucraina. L’11 ottobre due bombe avevano colpito il quartiere di Nemyshlyanskyi, causando una vittima e almeno otto feriti, secondo quanto riportato dal Kyiv Independent. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che, soltanto nell’ultima settimana, la Russia avrebbe lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di diverso tipo e oltre 1.640 droni d’attacco, circa il 60% dei quali a reazione.
Il nodo della tregua energetica
Sullo sfondo del nuovo raid resta incerta la tregua energetica annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo il politico statunitense, Mosca e Kiev avrebbero accettato di interrompere gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Dal Cremlino, però, non è arrivata una conferma dell’intesa. Volodymyr Zelensky ha dichiarato di non essere stato informato in anticipo, chiedendo a Washington di chiarire quando dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco e sostenendo che i bombardamenti russi siano proseguiti anche dopo l’annuncio.
La ricostruzione resta quindi priva di un quadro condiviso tra le parti. Il Financial Times, citando fonti europee, ha riferito che gli Stati Uniti starebbero valutando di bloccare il sistema di approvvigionamento delle armi destinate all’Ucraina per spingere il governo di Volodymyr Zelensky a fermare gli attacchi in profondità contro le infrastrutture energetiche russe. Axios ha invece scritto che, al momento, la leadership guidata da Vladimir Putin non avrebbe accettato alcun cessate il fuoco, mentre le autorità di Kyiv chiederebbero un accordo capace di vietare i raid contro le centrali elettriche.