Medio Oriente

Ultimatum degli Stati Uniti al Sultanato: no a intese con l’Iran per il varco di passaggio

Tensioni a Hormuz tra diplomazia e blocco navale

Ultimatum degli Stati Uniti al Sultanato: no a intese con l’Iran per il varco di passaggio

Il capo di Stato statunitense Donald Trump ha aperto un fronte polemico con il Sultanato dell’Oman, paventando azioni armate nell’eventualità in cui la nazione araba interferisca con la strategia navale attuata da Washington. Nel corso di una dichiarazione emessa per l’emittente televisiva Fox News, il leader della Casa Bianca ha precisato che la pressione strategica applicata sullo Stretto di Hormuz non prevede scadenze temporali vincolanti. La reazione segue l’annuncio relativo al raggiungimento di un’intesa di massima tra la diplomazia locale e la Repubblica Islamica dell’Iran per ristabilire il flusso di transito delle merci.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha segnalato l’intesa su una mappa di navigazione concordata con il governo di Mascate. La proposta sul tavolo prevede un canale d’ingresso contiguo alle coste iraniane e un percorso d’uscita a ridosso delle acque territoriali dell’Oman, con la dichiarazione congiunta sospesa in attesa degli ultimi dettagli tecnici.

Sei mesi di scontro e l’impatto economico sui mercati

Il conflitto scoppiato nel mese di febbraio 2026 ha superato la soglia dei sei mesi di attività bellica tra la coalizione composta da Stati Uniti e Israele e le forze armate di Teheran. A fronte delle stime iniziali dell’amministrazione americana che prevedevano la fine dei combattimenti nell’arco di un mese e mezzo, l’ipotesi negoziale abbozzata a giugno tramite un memorandum d’intesa è decaduta per le divergenze sull’interpretazione delle clausole operative. Il titolare del Dipartimento della Difesa Pete Hegseth ha ribadito la fattibilità di un presidio navale prolungato, mentre da Washington sono state preannunciate ulteriori sanzioni economiche.

Il ruolo storico svolto da Mascate in qualità di mediatore regionale all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo punta a evitare la paralisi delle rotte commerciali per il petrolio WTI. L’instabilità dell’area marittima continua a incidere sulle quotazioni energetiche in prossimità dell’appuntamento con le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Smentite sui canali di contatto e azioni militari nella regione

Nel quadro delle affermazioni rilasciate dall’esecutivo americano circa l’esistenza di un canale di comunicazione riservato con i vertici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l’agenzia di stampa Tasnim News ha diffuso una secca smentita. I vertici dei pasdaran hanno definito prive di riscontro le notizie su colloqui diretti con funzionari d’oltremare.

Parallelamente, attacchi condotti con velivoli non pilotati hanno colpito l’ufficio del Primo Ministro del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, figura accreditata per i tentativi di raccordo tra le parti in causa. Attraverso i messaggi pubblicati sulla rete social Truth Social, la presidenza americana ha ribadito la fermezza sull’obiettivo primario di contrastare il programma nucleare iraniano, escludendo margini di trattativa temporali.