Diplomazia globale

Zelensky all’Onu chiede di fermare la guerra

Raid notturni colpiscono Kiev, Odessa, Zaporizhzhia e Izium: Trump valuta licenze Patriot; Bruxelles proroga misure contro Mosca

Zelensky all’Onu chiede di fermare la guerra

La guerra in Ucraina è arrivata al giorno 1.673 con nuovi attacchi russi contro diverse città e con l’attesa per l’intervento di Volodymyr Zelensky all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nella notte droni e bombe hanno colpito Kiev, Odessa, Zaporizhzhia e Izium, causando incendi, danni a edifici e infrastrutture e diverse vittime. Il presidente ucraino, a New York, ha incontrato Donald Trump, Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron, mentre per la stessa giornata è previsto un colloquio tra i ministri degli Esteri Marco Rubio e Sergei Lavrov.

Attacchi nella notte

A Kiev il servizio ferroviario urbano è stato sospeso dopo un attacco con droni avvenuto all’alba. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito di incendi e danneggiamenti in più quartieri. Nel distretto di Solomianskyi i detriti di un velivolo precipitato sono caduti tra edifici residenziali e nell’area di una società di trasporti, dove si è sviluppato un rogo. Nel quartiere di Holosiivskyi sono stati colpiti una stazione di servizio e un magazzino. Secondo le prime informazioni, nei raid condotti su diverse regioni ucraine sono stati impiegati 161 droni.

Nel porto di Odessa un attacco russo ha colpito una nave mercantile battente bandiera di Antigua e Barbuda. Il governatore regionale Oleg Kiper ha comunicato la morte del comandante, un cittadino ucraino. A Zaporizhzhia un attacco ha invece provocato un vasto incendio nel centro commerciale Amstor, nel distretto di Pivdennyi. Due uomini sono rimasti feriti e hanno ricevuto assistenza medica. A Izium, nella regione di Kharkiv, bombardamenti con bombe aeree guidate hanno ferito almeno , tra cui un bambino di 11 anni. L’attacco, secondo l’amministrazione militare locale, è durato dalle 21:30 alle 21:50 e avrebbe coinvolto otto ordigni.

Gli incontri a New York

Nel colloquio con Trump, Zelensky ha espresso l’auspicio di arrivare alla fine del conflitto prima dell’inverno. Il presidente statunitense ha definito possibile l’autorizzazione alla produzione in Ucraina di missili intercettori per i sistemi Patriot. Zelensky ha riferito che i negoziati con Raytheon sono già iniziati e che l’avvio della produzione potrebbe richiedere circa un anno o un anno e mezzo. I due leader hanno discusso anche di misure di de-escalation e di un pacchetto per la difesa aerea ucraina.

Zelensky ha inoltre dichiarato al Wall Street Journal che la Cina starebbe fornendo alla Russia tecnologie e conoscenze utili alle comunicazioni militari, per acquisire esperienza sul campo. Ha sostenuto anche che l’Ucraina avrebbe distrutto il 45% delle infrastrutture energetiche russe, collegando gli attacchi alle raffinerie alla disponibilità di carburante per Mosca. Si tratta di affermazioni del presidente ucraino, inserite nel quadro delle accuse e delle informazioni diffuse dalle parti in guerra.

Con von der Leyen il presidente ucraino ha affrontato il sostegno finanziario e militare europeo. L’Unione europea ha concordato l’estensione per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, delle sanzioni legate all’integrità territoriale dell’Ucraina, mantenendo le misure nei confronti di quasi 3.000 persone ed entità. Dalla lista sono stati esclusi gli oligarchi Alisher Usmanov e Michail Fridman, decisione criticata da Kiev. Von der Leyen ha assicurato che l’Europa intende rafforzare la difesa ucraina e ha indicato in 37 miliardi di euro le risorse ancora disponibili nell’anno.

Trump, intervenendo all’Onu, ha ribadito che sia Kiev sia Mosca vogliono porre fine al conflitto e ha detto che, se necessario, userà i nuovi poteri sui dazi per colpire la Russia e i suoi partner commerciali. Il presidente americano ha anche sostenuto che un accordo di pace potrebbe arrivare prima del previsto. Resta invece senza una risposta definita l’ipotesi di un incontro trilaterale con Zelensky e Vladimir Putin al vertice del G20 di dicembre.