La visita di Leone XIV al Meeting per l’amicizia fra i popoli ha portato a Rimini oltre 40mila persone, tra la Fiera, il porto e la spiaggia. Il Pontefice ha partecipato alla 47ª edizione della manifestazione, in programma fino al 26 agosto, dopo la visita mattutina nella Repubblica di San Marino e il pranzo a Pennabilli, nel territorio del Montefeltro.
La giornata è cominciata con l’arrivo del Papa all’eliporto della Fiera, accolto nei padiglioni da una folla di partecipanti e da cori intonati dai giovani. Tra le prime tappe c’è stata la mostra dedicata a Sant’Agostino, figura centrale anche nel percorso personale del Pontefice, appartenente all’ordine agostiniano. In seguito Leone XIV ha attraversato la città a bordo della papamobile, fermandosi in Duomo per salutare 480 invitati: persone fragili, detenuti, sacerdoti anziani, le Clarisse di Rimini e le Carmelitane di Sogliano al Rubicone.
La celebrazione sul porto
Il momento centrale della visita è stata la celebrazione eucaristica al porto di Rimini, dove erano stati predisposti 20mila posti a sedere davanti al palco. Altre migliaia di persone hanno seguito la Messa dalla spiaggia libera, mentre un pubblico ancora più numeroso ha atteso il passaggio del Papa lungo il percorso dall’Arco di Augusto a piazzale Boscovich. I volontari della diocesi hanno distribuito acqua per fronteggiare il caldo, attenuato dalla brezza marina.
Per la liturgia sono stati coinvolti 650 coristi, musicisti, tecnici e volontari provenienti da parrocchie e comunità della Romagna. L’ultima celebrazione di un Pontefice nello stesso luogo risaliva al 1982, quando era stato Giovanni Paolo II a visitare il Meeting. Tra i sacerdoti concelebranti c’era don Mirco Bianchi, parroco di Villamarina e Gatteo Mare, che ha definito l’appuntamento un motivo di gratitudine e di slancio missionario.
L’invito all’unità e alla responsabilità
Nel suo intervento al Meeting, dedicato quest’anno al verso finale della Divina Commedia, L’amor che move il sole e l’altre stelle, Leone XIV ha invitato il popolo di Comunione e Liberazione a custodire l’unità della Chiesa e ad aprirsi alla realtà. In un mondo segnato da crisi e divisioni, ha chiesto di allargare i legami oltre appartenenze ristrette e di incontrare persone di culture, sensibilità e provenienze diverse, con particolare attenzione ai più poveri.
Rivolgendosi soprattutto ai ragazzi, il Papa ha detto che il futuro deve essere considerato una promessa e non una minaccia. Ha contrapposto alla stanchezza e alla disperazione la necessità di riaccendere sogni e visioni, mettendosi in gioco nella costruzione del bene comune. Ha inoltre richiamato la responsabilità di chi ha ricevuto una tradizione di fede capace di confrontarsi con arte, scienza, economia, tecnologia e ogni espressione dell’esperienza umana.
Il Pontefice ha poi chiesto di liberare la convivenza dal sospetto, l’educazione dall’ideologia e il lavoro dall’idolatria del profitto. Nel passaggio più politico del discorso ha esortato a smascherare i rapporti di potere ingiusti, indicati come una delle radici di povertà, diseguaglianze, guerre e disastri ambientali, e a contenere l’uso distruttivo dello sviluppo tecnologico.
Nel messaggio inviato alla Fondazione Meeting, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il valore dell’amicizia sociale e ha invitato a rifiutare odio, passività e avversione verso il diverso e lo straniero. Secondo il capo dello Stato, l’amore inteso come apertura agli altri può aiutare le comunità a superare solitudini e muri illusori. Durante la giornata il Papa ha anche salutato Louis Marini, ex sassofonista dei Blues Brothers, in un breve incontro informale tra i padiglioni della Fiera.