Il memorandum di Islamabad prevede obblighi che devono essere attuati immediatamente o rispettati a tempo indefinito. Se la questione nucleare rimarrà irrisolta, le sanzioni resteranno in vigore, ma gli obblighi non saranno annullati. Questa potrebbe essere l’intenzione: fingere un’intesa su un nodo inestricabile per accordarsi su altri temi.
La maggior parte dei commentatori concorda sul presunto successo diplomatico ottenuto da Donald Trump, definito da lui stesso come “la resa dell’Iran”. Tuttavia, si sottolinea che il prospettato accordo sul nucleare non porterà a risultati nuovi rispetto a quello del 2015, stracciato dallo stesso Trump. I negoziati potrebbero non portare a nulla, e Israele potrebbe sabotare il processo, continuando ad attaccare il Libano.
Vincoli immediati e obblighi
Un Memorandum of Understanding non è una semplice intesa preliminare, ma un accordo vincolante che contiene obblighi immediatamente in vigore. Al punto 1, le parti si impegnano a cessare tutte le operazioni militari, comprese quelle in Libano, e a garantire l’integrità territoriale del paese. Questo rappresenta un successo per Teheran e uno smacco per Gerusalemme.
La questione dello Stretto di Hormuz è regolata dai punti 4 e 5, che riguardano la rimozione dei blocchi americani e iraniani entro 30 giorni. Il libero passaggio è garantito solo per 60 giorni. Inoltre, Washington è obbligata a sbloccare le esportazioni di petrolio iraniano e a restituire i beni congelati, ma le procedure devono essere definite durante i negoziati.
Il nodo irrisolto e le conseguenze
Il memorandum presenta un ampio margine di aleatorietà. L’eliminazione delle sanzioni è collegata alla rinuncia iraniana a dotarsi di armi nucleari, ma un fallimento delle trattative potrebbe vanificare questo impegno. Inoltre, l’impegno a non sviluppare armi nucleari è valido, ma in caso di fallimento dei colloqui, i dubbi aumentano.
In sostanza, l’accordo consente a Trump di districarsi da una situazione complessa, ma il bilancio rimane negativo. I motivi per cui l’accordo del 2015 era stato osteggiato sono stati abbandonati, e gli Stati Uniti si impegnano a non interferire negli affari interni dell’Iran. Teheran ottiene anche la promessa di un fondo di almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione, ma le modalità di attuazione rimangono incerte.
Infine, la clausola su Hormuz è insoddisfacente per la comunità internazionale, poiché il passaggio gratuito è garantito solo per i primi 60 giorni. Gli americani hanno accettato un accenno alla futura gestione dei servizi marittimi nello Stretto, ma l’ambiguità della formula potrebbe portare a conflitti futuri.