EMERGENZA PREZZI

Carburanti, dopo il price cap (2.19 diesel, 1.99 benzina) di Eni e Ip, protestano i benzinai indipendenti

Tariffe calmierate per un mese. Meloni: "Segnale importante di attenzione per le famiglie italiane". Presto anche Esso (controllata da Ip)

Carburanti, dopo il price cap (2.19 diesel, 1.99 benzina) di Eni e Ip, protestano i benzinai indipendenti

L’emergenza legata al costante rialzo dei listini della rete stradale e autostradale ha spinto le principali compagnie energetiche a definire misure temporanee per “autolimitarsi”. A partire da lunedì 28 settembre 2026 entra infatti in vigore il piano strutturato da Eni e replicato successivamente dal gruppo IP per contenere il costo finale dei rifornimenti. L’iniziativa prevede l’introduzione di un tetto massimo fissato a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina su tutti gli impianti della rete italiana.

La decisione aziendale, applicata per un periodo iniziale di trenta giorni con scadenza fissata al 28 ottobre, è giunta a seguito dei continui confronti istituzionali promossi dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per ridurre l’impatto delle quotazioni internazionali sulle tasche dei cittadini. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’intervento definendolo un “segnale importante di attenzione per le famiglie italiane”, mentre dai vertici societari si apprende la volontà di estendere a breve le medesime condizioni anche alla rete controllata a marchio Esso.

Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf.
Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa.

Proteste dei gestori e scontro sul margine industriale

I prezzi calmierati hanno tuttavia sollevato immediate reazioni critiche e preoccupazioni da parte dei benzinai indipendenti e delle associazioni dei gestori di impianto. Le organizzazioni rappresentative della categoria denunciano il rischio che l’imposizione di una soglia massima riduca ulteriormente i margini di guadagno dei singoli impianti autonomi, costretti a sostenere i costi di approvvigionamento senza disporre della medesima capacità finanziaria dei grandi gruppi energetici.

I rappresentanti dei distributori autonomi sottolineano come il meccanismo rischi di penalizzare le piccole strutture e i trasportatori, preannunciando possibili mobilitazioni del settore e fermi dell’autotrasporto. Secondo i dati di settore, lo sconto applicato dalle compagnie ammonta a circa 17 centesimi al litro rispetto alle medie registrate nei giorni precedenti, una misura ritenuta insufficiente dai sindacati ma considerata un primo passo dai consumatori.

Rischio sciopero dei tassisti e l’attacco dell’opposizione

Alle tensioni del settore della distribuzione si aggiunge la protesta dei conducenti di taxi. Le rappresentanze sindacali dei conducenti da piazza preannunciano la possibilità di uno sciopero nazionale dei tassisti per protestare contro i costi insostenibili del carburante, giudicando la misura del tetto provvisorio una risposta del tutto parziale.

Sul fronte politico, se la maggioranza si dice soddisfatta e rivendica il merito d’aver esercitato pressione sulle compagnie pur senza introdurre una tassa sui loro extraprofitti, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ironizzato sulla situazione dichiarando:

“Le compagnie petrolifere si sono dovute calmierare da sole di fronte all’inerzia e all’assenza del Governo”.

Alleanza Verdi e Sinistra ha rincarato la dose, sottolineando l’annuncio relativo all’azzeramento o taglio strutturale delle accise, sbandierato in campagna elettorale dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si sia rivelato una bugia a distanza di cinque anni dall’insediamento dell’esecutivo.

Secondo i deputati dell’opposizione, far affidamento sull’autoregolamentazione dei colossi energetici conferma l’impossibilità dell’esecutivo di attuare interventi fiscali strutturali a difesa del potere d’acquisto dei lavoratori.

La protesta dei professionisti della strada

Il quadro resta segnato da una forte tensione tra le categorie che utilizzano quotidianamente i veicoli per lavorare. Autotrasportatori e tassisti considerano i tetti introdotti dalle compagnie insufficienti a garantire la sostenibilità economica delle rispettive attività. La riduzione dei prezzi, secondo la protesta dei professionisti della strada, non compenserebbe infatti il peso complessivo dei costi affrontati da chi trascorre gran parte della giornata al volante.

Le categorie denunciano margini ormai azzerati dai costi operativi e ritengono che il gasolio, nonostante gli interventi annunciati, resti su livelli non sostenibili. Il problema viene quindi presentato come strutturale e non risolvibile soltanto attraverso un contenimento temporaneo dei prezzi alla pompa. Al centro delle richieste c’è un intervento più incisivo sulla componente fiscale del carburante.

Autotrasportatori e tassisti chiedono in particolare un taglio strutturale delle accise e la convocazione urgente di un tavolo di confronto con l’esecutivo. L’obiettivo è discutere misure capaci di incidere sui costi delle attività e di evitare che la pressione sui bilanci ricada sulla continuità dei servizi.

Confronto tra i listini e impatto sulle tasche dei consumatori

Per valutare nel dettaglio gli effetti delle nuove tariffe calmierate applicate nei punti vendita aderenti rispetto alle rilevazioni dei giorni precedenti, è possibile fare riferimento al seguente quadro riassuntivo dei prezzi attuati alla pompa:

Tipologia Carburante Prezzo Medio Precedente (€/l) Soglia Tetto Massimo (€/l)
Benzina Self 2,25 euro 1,99 euro
Gasolio Self 2,45 euro 2,19 euro

Le stime elaborate dalle associazioni di tutela degli automobilisti evidenziano che l’introduzione della misura garantirà un risparmio medio calcolato in circa 10,4 euro per ogni pieno di gasolio e fino a 11,2 euro per un rifornimento completo di benzina.

Il risparmio mensile a famiglia viene stimati in circa 80 euro, di media.

Il governo mantiene aperto il tavolo di monitoraggio coordinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per verificare che l’adeguamento dei prezzi venga rispettato omogeneamente su tutta la rete stradale e autostradale italiana.