Contestazione urbana

Carburanti gratis, protesta di Robin Hood in 20 distributori romani

Gli attivisti anonimi hanno azzerato il prezzo alla pompa per contestare Palazzo Chigi e le scelte internazionali dell’esecutivo

Carburanti gratis, protesta di Robin Hood in 20 distributori romani

Il gruppo di attivisti anonimi Robin Hood ha organizzato una nuova azione di protesta contro il caro carburanti, portando il prezzo indicato alle pompe a zero euro. L’iniziativa ha coinvolto 20 distributori di Roma ed è stata presentata come un gesto di disobbedienza rivolto al governo guidato da Giorgia Meloni.

Le attività si sono concentrate in diverse zone della Capitale, tra cui Garbatella, Tufello, Monteverde, Roma Ovest ed Esquilino. Nel testo diffuso dagli organizzatori l’azione viene collegata alle precedenti campagne del gruppo, già intervenuto sul tema dei bed and breakfast e degli affitti brevi.

La contestazione al governo

Nel mirino degli attivisti ci sono la politica energetica dell’esecutivo e, in particolare, la vicinanza diplomatica dell’Italia a Paesi ritenuti responsabili di guerre e colpi di Stato. Secondo Robin Hood, queste dinamiche avrebbero contribuito all’aumento del costo dei prodotti petroliferi, con benzina e diesel arrivati a superare i due euro al litro.

La nota si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio, ricordando alcune sue dichiarazioni di anni fa contro il peso delle accise e contro i prezzi del carburante. Gli attivisti sostengono che, una volta arrivata al governo, Meloni avrebbe assunto posizioni differenti rispetto a quelle espresse in precedenza.

Il riferimento a Venezuela e Iran

Nel documento vengono citati anche gli attacchi attribuiti a Donald Trump contro Venezuela e Iran, indicati rispettivamente come Paesi con grandi riserve petrolifere. Per il gruppo, gli interventi militari e le conseguenze sui civili avrebbero avuto ricadute anche sui mercati dell’energia, facendo aumentare il costo di benzina e gasolio.

Gli attivisti richiamano inoltre una stima del Fondo monetario internazionale, secondo cui il caro energia potrebbe arrivare a pesare fino a 2.270 euro per famiglia in Italia. Il dato viene utilizzato per sostenere la protesta e per chiedere che il costo delle guerre e delle scelte internazionali non ricada sui cittadini.

L’iniziativa romana si conclude con la rivendicazione politica del gruppo: l’azzeramento simbolico del prezzo del carburante viene descritto come una risposta alla difficoltà di arrivare a fine mese e alla dipendenza dagli idrocarburi. Robin Hood annuncia così una nuova azione di disobbedienza, mantenendo anonima l’identità dei partecipanti.