Sovranità digitale

Caso Autistici Inventati: Marco Cappato biasima Trump e difende la democrazia in Rete

L'attivista contesta le sanzioni americane al collettivo pisano e denuncia la mancanza di garanzie democratiche e la perdita di sovranità

Caso Autistici Inventati: Marco Cappato biasima Trump e difende la democrazia in Rete

Lo scorso 26 agosto 2026, l’Ufficio per il Controllo degli Asset Stranieri del Dipartimento del Tesoro statunitense ha sanzionato ufficialmente l’associazione no-profit italiana Autistici Inventati, bollandola come organizzazione terroristica globale.

Il provvedimento emesso dalle autorità di Washington ha provocato l’oscuramento immediato di tutte le piattaforme dell’ente del terzo settore con sede a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.

Tra gli effetti diretti della misura figurano il congelamento dei fondi su PayPal e la sospensione cautelare del conto corrente operativo presso la banca di riferimento italiana.

Sulla vicenda è intervenuto in maniera dura il noto politico e attivista Marco Cappato, che attraverso i suoi canali social ha messo in discussione l’intera procedura seguita oltreoceano e l’inerzia delle istituzioni nazionali.

@marco.cappato Il collettivo Autistici/Inventati è stato costretto a chiudere dopo le sanzioni del governo USA. Questo caso deve farci riflettere prima di tutto su come gli Stati Uniti possano calpestare lo stato di diritto con un semplice tratto di penna, e poi sulla totale assenza di sovranità digitale europea di fronte all’arbitrio di una potenza straniera. Non serve condividere le posizioni politiche di Autistici/Inventati per capire la gravità del precedente. #marcocappato #autisticiinventati #trump #giustizia ♬ audio originale – MarcoCappato

La storia del collettivo e l’accusa di banditismo contro la Casa Bianca

Fondata nell’anno 2001, la realtà di Autistici Inventati ha fornito per un quarto di secolo servizi gratuiti di autodifesa informatica, quali caselle e-mail cifrate, hosting per blog e mailing list destinati ad attivisti, organizzazioni sindacali ed enti della società civile desiderosi di sottrarre i propri dati personali al controllo monopolistico delle multinazionali tecnologiche.

Cappato evidenzia come l’intervento sanzionatorio americano sia avvenuto scavalcando ogni garanzia del diritto processuale. Il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni ricorda che quando nel 2016 l’FBI necessitò di sbloccare il dispositivo iPhone appartenente all’autore di una strage terroristica, l’agenzia non utilizzò alcuna scorciatoia autoritaria, scegliendo di adire formalmente le vie legali in tribunale contro la società Apple. Quando la controversia colpisce un piccolo collettivo di programmatori europei, l’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump sceglie invece di azzerare le garanzie democratiche senza celebrare un processo né esibire prove pubbliche dinanzi a un magistrato, una condotta che l’attivista Marco Cappato ha definito apertamente come un “atteggiamento da gangster”.

I precedenti giudiziari italiani e il silenzio dell’esecutivo

Nelle valutazioni di Marco Cappato viene sottolineata l’assoluta legalità del soggetto associativo sia all’interno del sistema giuridico italiano sia in quello dell’Unione Europea. Nel corso degli anni la magistratura italiana ha esaminato a più riprese le infrastrutture informatiche gestite da Autistici Inventati, senza mai riscontrare alcun estremo per qualificare il gruppo come cellula eversiva o terroristica. Di fronte a questo scenario, l’esponente politico pone un’alternativa netta al governo di Roma:

“O non ci siamo mai accorti di avere un’organizzazione terroristica in casa operativa da 25 anni, e allora dovremmo correre ad arrestarli, sequestrare tutto, ma anche capire come mai sia stato possibile; oppure siamo tutti convinti che il collettivo Autistici Inventati non sia un gruppo terroristico”.

La contestazione di Marco Cappato punta il dito contro l’assenza di reazioni da parte delle autorità italiane verso gli alleati d’oltreoceano a tutela di una propria entità territoriale.

Il nodo della sovranità digitale e la tutela delle garanzie democratiche

L’analisi svolta dal leader politico si conclude evidenziando il rischio sistemico che questa misura porta con sé per il futuro delle libertà digitali in Europa.

Consentire a una qualsiasi agenzia d’intelligence o di governo straniera di sanzionare ed eliminare dall’infrastruttura di rete un’associazione operante in Italia significa abdicare all’esercizio dei diritti fondamentali.

Cappato ribadisce che se si accetta il principio per cui un organo governativo degli Stati Uniti o di qualunque altro Stato estero possa impedire a soggetti legali europei di operare, si certifica l’esistenza di un enorme problema di sovranità digitale per l’intera comunità nazionale ed europea.