Politica e giustizia

Caso Delmastro, Nordio difende la segretezza delle chat

Carlo Nordio sostiene Delmastro dopo il voto che nega l’accesso alle chat

Caso Delmastro, Nordio difende la segretezza delle chat

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso il proprio sostegno a Andrea Delmastro dopo la recente votazione della Camera, che ha deciso di negare l’accesso alle chat relative all’ex sottosegretario. In un’intervista al Corriere della Sera, Nordio si è congratulato con Delmastro, affermando di aver sollevato il morale del collega con un bicchiere di vino bianco.

Nordio ha respinto le accuse di avere ‘mani insanguinate’ e di essere ‘piduista’, affermando che queste affermazioni lo divertono e che, in fondo, accettare tali aggressioni è parte della politica. Ha commentato anche la sensibilità emotiva di Delmastro, che soffre più di queste critiche. Nordio ha ribadito la sua sicurezza sui rapporti di Delmastro con la camorra, descrivendolo come un vero paladino della lotta all’antimafia.

Alla domanda se non ci siano elementi da nascondere, Nordio ha definito le preoccupazioni di Elly Schlein come ‘balle’, spiegando che la segretezza è parte della libertà. Ha fatto riferimento all’articolo 15 della Costituzione, che garantisce l’inviolabilità della corrispondenza. Secondo il ministro, il segreto è fondamentale per la libertà di voto, e il fatto che anche l’opposizione avesse chiesto il voto segreto conferma la sua posizione.

Le implicazioni legali delle chat

Nell’intervista, Nordio ha anche chiarito che non è tecnicamente possibile ‘estrarre’ solo le chat richieste. Infatti, ammettere una richiesta del genere avrebbe significato dover consegnare l’intero contenuto del telefonino di Delmastro, che comprende informazioni private di ogni genere, infrangendo così il diritto alla privacy. Ha messo in evidenza la differenza rispetto alle vecchie intercettazioni, dove per ottenere tabulati era necessaria l’autorizzazione di un giudice, mentre per i dispositivi, che contengono tante più informazioni, questo non è richiesto.

Sul punto che il pubblico ministero stesse richiedendo solo l’accesso a specifiche chat, Nordio ha risposto che la richiesta era vaga e ha sollevato dubbi su quali chat sarebbero state effettivamente esaminate. Ha proposto una possibile soluzione: mettere il pm e il soggetto interessato in una stanza riservata per selezionare solo le informazioni rilevanti per l’indagine, ponendo però severe sanzioni in caso di violazioni della riservatezza.