WASHINGTON (STATI UNITI) – I colloqui tra Stati Uniti e Iran, previsti per oggi in Svizzera, sono stati rinviati a tempo indeterminato. La notizia è stata confermata dal ministero degli Esteri svizzero. L’incontro si sarebbe dovuto tenere nel piccolo villaggio di Obbürgen, a due giorni dalla firma di un memorandum d’intesa (MOU) che aveva aperto una finestra di 60 giorni per negoziare un accordo permanente sul programma nucleare iraniano, consentendo anche il transito del petrolio attraverso lo stretto di Hormuz.
L’annuncio del rinvio è giunto dopo che il vicepresidente americano JD Vance ha deciso di posticipare il suo viaggio. Secondo quanto riportato dal canale satellitare Al Mayadeen, vicino a Hezbollah, anche Teheran stava ritardando l’invio della sua delegazione in Svizzera a causa della continua aggressione israeliana contro il Libano.
Problemi logistici e incertezze
Il portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il vicepresidente Vance non si recherà più in Svizzera come inizialmente previsto, citando problemi logistici ancora irrisolti relativi alla prossima fase dei negoziati. “Come ha affermato il vicepresidente nella sua conferenza stampa, i piani per i prossimi colloqui tecnici non sono ancora definitivi e la delegazione statunitense è pronta a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata semplice né prevedibile”, ha spiegato il portavoce in un comunicato.
“Al momento il Vicepresidente non partirà. Vi informeremo non appena avremo un aggiornamento concreto sui prossimi passi. Non vediamo l’ora di iniziare i colloqui tecnici il prima possibile”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando l’importanza di trovare una soluzione diplomatica alla crisi.
Il rinvio dei colloqui rappresenta un ulteriore ostacolo nel tentativo di stabilire un accordo duraturo tra Washington e Teheran, in un contesto internazionale già complesso e teso.