VERSO LA MANOVRA

Conti pubblici, il Governo incassa il via libera allo scostamento. Giorgetti avverte: “Nuvoloni all’orizzonte”

Ma ad ascoltare il rappresentante del Governo meno di 20 parlamentari e solo 7 della maggioranza di Centrodestra

Conti pubblici, il Governo incassa il via libera allo scostamento. Giorgetti avverte: “Nuvoloni all’orizzonte”

Verso la manovra. Camera e Senato ieri, martedì 13 aprile 2026, hanno approvato le risoluzioni della maggioranza per utilizzare la flessibilità europea su energia e difesa.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato la linea della prudenza, mentre il Centrosinistra ha contestato le scelte dell’esecutivo e attacca sulla crescita.

Ma a tener banco sono state anche le polemiche per l’Aula semivuota durante l’intervento del titolare del Tesoro.

Conti pubblici, la prudenza di Giorgetti in un’Aula deserta

Il Governo ha dunque ottenuto dal Parlamento il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e alla richiesta di scostamento destinata a finanziare interventi nei settori dell’energia e della difesa.

Una decisione che consente di programmare maggiori margini di spesa per circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, facendo ricorso alla clausola europea di flessibilità.

Il passaggio in Aula non cancella, tuttavia, le incertezze sul quadro economico e sulle risorse effettivamente disponibili per la prossima manovra.

È proprio su questo aspetto, il ministro dell’Economia ha voluto essere estremamente chiaro ribadendo la necessità di mantenere un approccio prudente alla gestione dei conti pubblici.

I “nuvoloni” all’orizzonte quando si va in mare in barca

Illustrando il documento alla Camera, il titolare del Tesoro ha richiamato le difficoltà di programmare la politica economica in una fase internazionale caratterizzata da instabilità e cambiamenti rapidi delle previsioni.

Il Ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti

Tanto da ricorrere a una metafora che è diventata virale in poche ore:

“Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione”.

Il rappresentante del Governo ha rivendicato dunque il percorso di prudenza seguito finora e ha infatti aggiunto:

“Questa rotta riteniamo di doverla confermare”

Le priorità del Paese e le richieste a Bruxelles

La priorità, nella linea indicata dal ministro, resta quella di proseguire lungo il percorso di consolidamento della finanza pubblica, senza compromettere la sostenibilità del debito.

La flessibilità richiesta a Bruxelles rappresenta una deviazione consapevole rispetto alla precedente impostazione più rigorosa, ma secondo Giorgetti rimane compatibile con gli obiettivi di sostenibilità riconosciuti dalle istituzioni europee e dai mercati.

L’eventuale uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo nella primavera del 2027 dipenderà comunque dall’evoluzione del quadro economico e dal rispetto degli impegni assunti.

Le risorse aggiuntive dovranno consentire di affrontare le esigenze legate alla sicurezza energetica e alla difesa.

Il Governo punta inoltre a prevedere misure temporanee e mirate per le famiglie e le imprese maggiormente esposte al caro energia, in un contesto nel quale la definizione delle coperture per la manovra rimane uno dei principali problemi aperti.

Le polemiche per l’Aula deserta

A fare da sfondo alla discussione sui conti pubblici è stata anche la scarsa presenza dei parlamentari durante l’intervento del ministro alla Camera.

Giorgetti ha aperto il proprio discorso con una battuta rivolta ai pochi deputati presenti (“Saluto i molti deputati presenti”) e, successivamente, ha manifestato ai giornalisti il proprio disappunto per le numerose assenze.

L’episodio ha offerto alle opposizioni un ulteriore motivo di attacco. A Repubblica il rappresentante dell’Esecutivo ha infatti detto:

“Questi non vogliono lavorare il lunedì, ma…a quanto pare nemmeno il martedì…”.

La deputata del Pd Maria Cecilia Guerra ha espresso solidarietà al ministro, sottolineando come la scarsa partecipazione fosse particolarmente inopportuna in una fase decisiva per la programmazione economica del Paese.

Maria Cecilia Guerra del Pd

La polemica ha quindi assunto un significato politico più ampio. Da un lato, il richiamo alla responsabilità parlamentare su un passaggio rilevante per i conti pubblici.

Dall’altro, le accuse del Centrosinistra alla maggioranza, descritta come poco coesa e priva di una strategia condivisa.

Al termine dell’iter parlamentare, le risoluzioni della maggioranza sono state approvate sia alla Camera sia al Senato.

Il confronto si sposta ora sulla costruzione della manovra vera e propria, dove il Governo dovrà conciliare gli impegni di bilancio, le richieste dei partiti e le risorse necessarie per sostenere famiglie, imprese e crescita economica.

Il Centrosinistra: “Manca una strategia per la crescita”

Più in generale, le opposizioni hanno contestato l’impostazione del Governo, presentando una piattaforma comune che riunisce Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva.

Tra i temi indicati:

  • il contrasto alla povertà,
  • il rafforzamento della sanità pubblica,
  • il sostegno alle famiglie e alle imprese colpite dalla crisi energetica
  • gli interventi per il lavoro

La richiesta politica è quella di indirizzare le risorse verso priorità sociali ed economiche differenti da quelle individuate dall’Esecutivo, contestando in particolare l’impostazione dello scostamento e le scelte in materia di spesa per la difesa.

In una nota congiunta, i gruppi del campo progressista al Senato hanno giudicato insufficiente la relazione di Giorgetti, sostenendo che il documento avrebbe dovuto indicare una strategia più incisiva per rilanciare la crescita.

La critica riguarda soprattutto la capacità del Governo di dare risposte alle difficoltà di imprese, famiglie e lavoratori dopo quattro anni di legislatura.

Anche Azione ha presentato una propria risoluzione, insistendo sulla necessità di una gestione rigorosa delle finanze pubbliche e di un utilizzo selettivo delle risorse rese disponibili dalla clausola europea.

La maggioranza difende la linea del Governo

Ma la maggioranza non ci sta. Secondo molti rappresentanti del Centrodestra, il via libera parlamentare conferma il sostegno della coalizione alla strategia economica dell’Esecutivo.

Ma non solo. Dai banchi della maggioranza è arrivata anche la proposta di risoluzione che impegna il Governo a dare spazio agli investimenti e a individuare interventi capaci di proteggere il potere d’acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi concordati sulla spesa pubblica.

Il voto, tuttavia, non chiude la discussione sulle priorità della legge di Bilancio con qualche inevitabile discussione interna.

Restano da definire le singole misure, le relative coperture e l’equilibrio tra le richieste avanzate dalle diverse forze politiche della coalizione.

Il nodo principale sarà trasformare il margine di flessibilità ottenuto in interventi concreti, senza compromettere il percorso di risanamento dei conti.