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Il Senato approva la riforma elettorale: si torna alla Camera il 28 settembre

I punti salienti: preferenze, soglia al 42 per cento e norme per i fuorisede

Il Senato approva la riforma elettorale: si torna alla Camera il 28 settembre

Lunedì 14 settembre 2026 l’Aula del Senato ha ultimato l’esame degli emendamenti e degli articoli del disegno di legge di riforma elettorale, fissando per la mattinata di oggi, martedì 15 settembre 2026, le dichiarazioni di voto e la votazione finale sul testo, destinato poi alla terza lettura presso la Camera dei deputati, dove l’approdo in Aula risulta già calendarizzato per il prossimo 28 settembre.

Il Senato approva la riforma elettorale

Il provvedimento introduce un sistema di votazione di tipo proporzionale puro con l’assegnazione di un premio di maggioranza alla coalizione capace di raggiungere almeno il 42 per cento dei consensi in entrambi i rami del Parlamento, quota che garantisce l’attribuzione di 70 deputati e 35 senatori, entro un tetto massimo fissato a 220 deputati e 113 senatori. Contestualmente alla presentazione di simbolo e programma, le forze politiche sono tenute a indicare la persona candidata alla presidenza del Consiglio da proporre al Capo dello Stato. Rispetto al testo licenziato in prima lettura da Montecitorio, l’esame a Palazzo Madama ha reintrodotto il meccanismo delle preferenze con capilista bloccati, l’estensione delle modalità di voto per la popolazione fuorisede ai caregiver familiari, la cancellazione della clausola ‘anti-cespugli’ e l’innalzamento del numero di sottoscrizioni richieste ai soggetti politici privi di rappresentanza parlamentare.

L’approvazione dell’articolo 8 conferma la disciplina per chi si trova temporaneamente fuori dal Comune di residenza per motivi di studio o lavoro da almeno 9 mesi, o da 3 mesi per ragioni sanitarie, consentendo l’iscrizione a un apposito Albo entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e con un anticipo di almeno 45 giorni rispetto alle consultazioni. L’esponente di Italia Viva-Casa Riformista Ivan Scalfarotto ha criticato l’impostazione complessiva della normativa, giudicando la dimensione dei nuovi collegi di ostacolo al rapporto diretto tra eletti ed elettori. Sul fronte opposto, il parlamentare di Fratelli d’Italia Maurizio Gasparri ha difeso l’efficacia del premio di governabilità e la congruenza della soglia del 42 per cento rispetto alle indicazioni della giurisprudenza costituzionale.

I capoversi inerenti all’esercizio del voto all’estero, ridisegnati dagli articoli 6 e 7, riducono le relative ripartizioni da quattro a due per l’elezione della Camera dei deputati e prevedono un unico collegio per il Senato. La disciplina esenta dalla raccolta di firme le organizzazioni costituite in gruppo parlamentare in almeno una Camera nella legislatura in corso o capaci di ottenere almeno un seggio nella precedente consultazione, fissando invece per i soggetti non parlamentari l’obbligo di raccogliere almeno 6mila sottoscrizioni per ciascun collegio. L’opposizione di quest’ultima disposizione ha suscitato la reazione del segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, che ha annunciato mobilitazioni e un appello al Presidente della Repubblica contestando la legittimità costituzionale della soglia. Contro l’impianto generale della riforma si è espresso anche l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, preannunciando un’ostica opposizione parlamentare.

Sul piano del funzionamento complessivo dell’assegnazione dei seggi e della tutela delle rappresentanze, la parlamentare del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino ha espresso forti riserve sulla reale possibilità per l’elettorato di scegliere i propri rappresentanti, contestando l’elevato impatto dei nominati rispetto ai seggi assegnati con preferenza. La deputata e presidente di Azione Elena Bonetti ha invece sollecitato un’azione trasversale contro la norma per evitare una sensibile riduzione della presenza femminile nelle future assemblee legislative. Tra le altre modifiche apportate rientra l’approvazione dell’articolo 3, promosso dai rappresentanti del Gruppo per le Autonomie Meinhard Durnwalder e Julia Unterberger, che ridefinisce le circoscrizioni senatoriali della regione Trentino-Alto Adige/Südtirol con la creazione di un collegio unico comprendente i Comuni di Bolzano e Laives. La ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati ha infine confermato la previsione di un iter lineare nel corso dell’imminente passaggio della riforma alla Camera dei deputati.

Parametro della riforma Misura approvata dal Senato
Sistema elettorale Proporzionale puro con preferenze e capilista bloccati
Premio di maggioranza Assegnato al raggiungimento del 42% dei voti (70 deputati e 35 senatori)
Tetto massimo seggi premio 220 deputati e 113 senatori
Voto fuorisede Esteso a studenti, lavoratori, persone in cura e caregiver familiari
Firme per partiti extraparlamentari 6.000 sottoscrizioni per ciascun collegio