Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni davanti al numero 10 di Downing Street, affermando che il Partito Laburista ha bisogno di una nuova leadership. Starmer, che ha rivendicato i meriti del suo governo, ha precisato che rimarrà in carica fino alla nomina del suo successore, avvisando anche re Carlo della sua decisione. La sua uscita, segnata da un forte calo di consensi, apre la strada all’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham, come possibile successore.
Le voci sulle dimissioni di Starmer si sono intensificate dopo la vittoria di Burnham in un’importante elezione suppletiva, che ha reso evidente la sua crescente popolarità. Secondo le regole del Partito Laburista, il leader deve essere un membro del Parlamento, e se Starmer dovesse lasciare quest’anno, la Gran Bretagna si troverebbe con il settimo primo ministro in un decennio, un evento senza precedenti nella sua storia moderna. A 63 anni, ex avvocato, Starmer aveva sempre affermato di opporsi a qualsiasi tentativo di destituzione, ma la schiacciante vittoria di Burnham nel collegio elettorale di Makerfield sembra averlo indotto a riconsiderare la sua posizione.
Le prossime mosse
Starmer, che secondo i sondaggi è molto impopolare tra gli elettori, ha trascorso il fine settimana a Chequers, la residenza estiva dei primi ministri, per discutere con i suoi alleati. Secondo il Guardian, ha lavorato al suo discorso di dimissioni con un ristretto gruppo di collaboratori. La tempistica prevede che Starmer rimanga in carica fino a dopo l’estate, con la presentazione del nuovo leader al congresso del partito a fine settembre. Ha già chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di fissare un calendario per la corsa alla leadership, con apertura delle candidature il 9 luglio e chiusura il 16 luglio, prima della pausa estiva del Parlamento.
Se ci sarà una sfida, il nuovo leader potrebbe essere in carica entro la ripresa dei lavori di Westminster a settembre. Tuttavia, se Burnham si presenterà come unico candidato, il passaggio di consegne avverrà già a metà luglio. Le reazioni alle dimissioni di Starmer sono state varie: la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha elogiato il premier per il suo operato, mentre il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha chiesto elezioni politiche immediate, affermando che il Labour non può semplicemente sostituire Starmer con un altro politico di professione.
Inoltre, Donald Trump aveva previsto le dimissioni di Starmer, criticandolo per il fallimento delle politiche in materia di immigrazione ed energia. La situazione politica nel Regno Unito si fa sempre più complessa, con un futuro incerto per il Partito Laburista e per il paese stesso.