La Consulta ha dichiarato ammissibile il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, promosso dal Senato nei confronti della procura di Milano, riguardante Daniela Santanché. L’ex ministra del Turismo è coinvolta in un caso di truffa aggravata ai danni dell’Inps, in relazione alla vicenda di Visibilia. La Corte Costituzionale notificherà l’ordinanza al Senato e ai pubblici ministeri milanesi.
Al centro della questione vi è l’uso di contenuti di posta elettronica e di audio registrazioni di conversazioni della senatrice, acquisite senza la necessaria autorizzazione della Camera di appartenenza. Il conflitto di attribuzione è emerso a causa della mancata richiesta di autorizzazione per utilizzare tali materiali, considerati assimilabili a corrispondenza e intercettazioni.
Fase del procedimento
Attualmente, il procedimento si trova nella fase dell’udienza preliminare, che è stata sospesa in attesa della decisione della Consulta. Il Senato ha presentato il ricorso il 30 gennaio, ritenendo che fosse stata violata l’immunità parlamentare. La Corte Costituzionale ha valutato l’ammissibilità del ricorso il 28 maggio e nei prossimi mesi si entrerà nel merito della vicenda.
La truffa aggravata ai danni dell’Inps rappresenta un’accusa particolarmente delicata per Santanché, che è accusata di aver richiesto e ottenuto 126mila euro di cassa integrazione per il Covid per 13 dipendenti di Visibilia editore e Visibilia concessionaria, i quali, secondo le accuse, stavano regolarmente lavorando.
La situazione si complica ulteriormente per l’ex ministra, che si trova a fronteggiare anche altre problematiche legate a prestiti e ipoteche.