La Lega si trova in una fase di crisi interna riguardo alla gestione della Rai, con tensioni crescenti tra i suoi membri. Dopo quasi due anni di mandato, il partito di Matteo Salvini non è riuscito a lasciare un segno significativo nella tv di stato, evidenziando una mancanza di referenti di peso.
Negli ultimi tre anni, la Rai ha visto un numero considerevole di cambiamenti, tra cui palinsesti ridotti e la fuga di talenti, ma ora il prezzo più alto potrebbe ricadere sull’intero partito. La speranza di Salvini di riformare la Rai attraverso un nuovo centro di produzione a Milano sembra essere delusa, poiché la struttura rimane fortemente influenzata dalla sua sede storica a Roma.
Incompatibilità e tensioni interne
Un problema centrale è la distanza tra il pensiero della Lega e il funzionamento interno dell’azienda. L’unica eccezione sembra essere il presidente facente funzione Antonio Marano, che ha trovato il suo posto nel servizio pubblico. Tuttavia, i leghisti lamentano che Marano, scelto due anni fa, agisca con troppa autonomia.
Un episodio recente ha suscitato preoccupazione tra i sostenitori di Salvini: la possibile proroga di Paolo Del Brocco alla guida di RaiCinema. Dopo quasi vent’anni in carica, molti nel partito ritengono sia giunto il momento di un cambiamento. La proroga, prevista per il 18 giugno, non è vista di buon occhio né dalla Lega né da Fratelli d’Italia, poiché Del Brocco ha collaborato con dirigenti di sinistra in passato.
Critiche e prospettive future
In Lega, ci sono critiche rivolte a Alessandro Morelli, responsabile editoria, accusato di non aver trovato alternative ai vertici precedenti. Le sue recenti dichiarazioni su una Rai che non è stata cambiata hanno lasciato perplessi molti all’interno del partito. Inoltre, l’addio di Milo Infante, vicedirettore degli Approfondimenti, a favore di Mediaset ha ulteriormente evidenziato le difficoltà interne.
La proroga di Del Brocco ha ricevuto il sostegno della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, ma non ha placato le tensioni. Anche Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha preso tempo sulla riforma della Rai, sottolineando la necessità di un consigliere espressione dell’azionista di riferimento nel Cda.
La prospettiva di una riforma concreta sembra allontanarsi, aumentando l’insofferenza tra i leghisti che vedono nella Lega un punto di riferimento. In un momento di difficoltà per Salvini, una presenza forte nel servizio pubblico sarebbe cruciale, ma attualmente nessuno sembra sorridere al segretario.