Dossier

La settimana agricola europea: negoziato sui fondi PAC post 2027 e nuove tutele per il Made in Italy

Istituzioni europee e associazioni di categoria sollecitano risorse adeguate e semplificazione per sostenere le imprese agroalimentari

La settimana agricola europea: negoziato sui fondi PAC post 2027 e nuove tutele per il Made in Italy

“La Settimana Agricola Europea” è un format televisivo prodotto da EU Video News: interviste, servizi e approfondimenti da Bruxelles su tutto quello che succede in Europa con un diretto impatto sull’agricoltura italiana.

Indicazioni Geografiche e valorizzazione delle filiere agroalimentari

Nel panorama delle politiche comunitarie, il ruolo delle produzioni certificate rappresenta uno dei pilastri centrali per l’economia agroalimentare italiana. Durante un incontro svoltosi presso la sede del Parlamento europeo su iniziativa dell’eurodeputato Dario Nardella, rappresentanti delle istituzioni europee e delle filiere produttive si sono confrontati sulle priorità e sulle sfide del settore. In Europa si contano 3.484 Indicazioni Geografiche registrate, comprensive di 857 prodotti certificati tra cibi e vini, ambito in cui l’Italia detiene il primato europeo per certificazioni DOP, IGP e STG.

Al dibattito con il vicedirettore generale della Direzione Agricoltura della Commissione Europea Diego Canga Fano hanno preso parte il direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati e il presidente del Consorzio Tutela Pecorino Toscano DOP Carlo Santarelli.

“Sono tutte iniziative di conforto a tutta la filiera, a partire dal benessere animale su tutta la produzione del latte ovino, andando a cercare di modificare gli allevamenti perché gli allevamenti hanno sicuramente bisogno di ristrutturarsi perché ormai è un settore un po’ fermo da oltre 30 anni e per dare futuro a questo settore bisogna sicuramente fare innovazione e investimenti per invogliare quei pochi giovani che vogliono rimanere su questo settore di poter sviluppare il proprio lavoro in modo dignitoso”.

Il comparto delle produzioni tutelate genera in Italia circa 22 miliardi di euro di valore alla produzione distribuiti su oltre 900 indicazioni geografiche comprensive delle bevande spiritose. Nonostante questi numeri rilevanti, il settore del Pecorino Toscano DOP evidenzia una contrazione nel numero dei caseifici attivi, evidenziando la necessità di interventi mirati per sostenere le imprese locali.

Difesa del bilancio comunitario e tutela del reddito agricolo

La discussione sul futuro sostegno al comparto agricolo si è focalizzata sulle risorse finanziarie da destinare alla Politica Agricola Comune.

Nel corso di una sessione di lavoro promossa dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha illustrato gli esiti dei confronti sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale. Il lavoro negoziale condotto dalle istituzioni italiane ha consentito di scongiurare l’ipotesi di riduzioni lineari del bilancio agricolo stimate tra il 22% e il 24%, ottenendo una garanzia scritta dall’esecutivo comunitario per preservare le dotazioni destinate al settore.

“Se l’Italia non avesse difeso il settore agricolo dai tagli sconsiderati che erano stati proposti, oggi avremmo risorse per la prossima politica agricola comune molto inferiori, circa il 22-24% in meno del settennato precedente. Abbiamo lavorato per sottolineare quanto per noi fosse insostenibile questa tesi e siamo riusciti a far impegnare la presidente von der Leyen per iscritto sul fatto che nel bilancio ci saranno risorse adeguate che per l’Italia equivalgono a recuperare 9 miliardi di euro“.

Per rafforzare la capacità produttiva e l’ammodernamento delle infrastrutture, il capo delegazione al Parlamento europeo Carlo Fidanza ha proposto l’inclusione del settore agroalimentare tra i beneficiari del futuro strumento europeo per la competitività. Tale misura mira a canalizzare risorse verso la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la gestione efficiente delle risorse idriche.

“Questo è un momento difficile per l’agricoltura europea, ma l’agricoltura europea è fondamentale per la competitività europea. C’è una proposta della Commissione di istituire un fondo europeo per la competitività in cui noi vogliamo garantire l’accessibilità delle risorse anche all’intero comparto agroalimentare per fare innovazione, ricerca, interventi strutturali per la gestione delle acque e tante altre cose che sono necessarie per garantire la competitività del settore”.

Consiglio UE e semplificazione delle politiche di promozione

Nel corso delle riunioni del Consiglio Agricoltura a Bruxelles, la rappresentanza italiana ha confermato la contrarietà a qualsiasi riallocazione dei fondi agricoli a vantaggio di differenti capitoli del bilancio comunitario. La posizione strategica punta a tutelare la sovranità alimentare e la stabilità delle aziende di fronte alla transizione ecologica.

Contestualmente, la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato il documento predisposto dall’eurodeputato Salvatore De Meo diretto a potenziare gli strumenti di promozione dei prodotti marchiati DOP e IGP.

“Noi vantiamo quasi un terzo di tutte le IGP e le DOP riconosciute a livello europeo. Questo significa che possiamo fare in modo che i nostri prodotti già conosciuti e apprezzati nel mondo possano avere ulteriori risorse per essere promossi. Parlo del pecorino, della mozzarella, dei nostri vini. Noi come Italia vantiamo un paniere importante ed è per questo che ho voluto inserire all’interno della relazione questo aiuto che va inteso in termini di semplificazione, grande accessibilità ai fondi, soprattutto per le piccole e medie imprese e deve esserci la flessibilità, vale a dire che se un programma di promozione dovesse poi subire degli shock e delle variazioni anche in ragione della situazione geopolitica, queste risorse devono poter essere allocate in un modo diverso per poter continuare a promuovere i nostri prodotti“.

Misure per la risicoltura e barriere contro la concorrenza sleale

Sul fronte della tutela dei comparti cereali e seminativi, la Commissione Risorse Naturali del Comitato Europeo delle Regioni ha espresso parere favorevole sulla proposta avanzata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. L’iniziativa, destinata all’esame dell’assemblea plenaria prevista nel mese di dicembre, sollecita il riconoscimento del riso quale settore strategico dell’Unione Europea, la reintroduzione di dazi sulle importazioni provenienti da Cambogia e Myanmar e l’adozione di norme più rigide sull’etichettatura d’origine.

“La Commissione NAT ha approvato il mio parere sulla tutela del riso. Presto arriverà a dicembre nella plenaria al Comitato delle Regioni per difendere un prodotto che è italiano, ma anche spagnolo, francese e greco, un prodotto che ha un marchio europeo e che deve essere tutelato. Oggi subisce la concorrenza sleale del riso del sudest asiatico che arriva in Europa senza pagare alcun tipo di dazio, ma soprattutto arriva a un costo molto basso perché viene prodotto con strumenti e prodotti chimici che in Europa sono vietati da almeno 10 anni e molto spesso è anche un riso che non è etico, cioè per raccoglierlo hanno sfruttato il lavoro minorile“.

Iter parlamentare e bilancio dell’Unione Europea

In merito alle prospettive temporali per l’approvazione del quadro normativo della nuova Politica Agricola Comune, il giornalista Alessio Pisanò ha raccolto l’analisi dell’eurodeputato Herbert Dorfmann, componente della Commissione Agricoltura. Il confronto si colloca nel contesto delle trattative sul Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea da 1.800 miliardi di euro complessivi per il periodo di sette anni, nell’ambito del quale il settore agricolo richiede la conferma dei livelli di finanziamento attuali adeguati al tasso di inflazione.

“Stiamo lavorando e abbiamo una proposta sul tavolo della commissione qui in Parlamento. Siamo nella fase calda della trattativa. L’idea è di votare ancora quest’anno, quindi per fine anno dovremo chiudere almeno qui in Parlamento. Poi serve sempre il passaggio di accordo con gli Stati membri in consiglio, il cosiddetto trilogo, ma siamo consci del fatto che la PAC di oggi scade alla fine dell’anno prossimo, quindi se vogliamo che dall’inizio del 2028 ci sia una PAC nuova, dobbiamo fare in fretta”.