Casa Bianca

Le donne dell’amministrazione Trump tra nomine e addii

Rotazione continua negli incarichi: accuse, dimissioni e licenziamenti segnano il cerchio presidenziale

Le donne dell’amministrazione Trump tra nomine e addii

Il gruppo di figure femminili attorno a Donald Trump è cambiato rapidamente negli ultimi mesi, tra nuove nomine, dimissioni e rimozioni dall’incarico. L’avvicendamento più recente riguarda la portavoce della Casa Bianca: Katie Zacharia ha preso il posto di Karoline Leavitt, mentre poco dopo Kimberly Guilfoyle ha lasciato il ruolo di ambasciatrice americana ad Atene, dopo che l’amministrazione le aveva chiesto di dimettersi.

L’uscita di Kimberly Guilfoyle

Guilfoyle, ex compagna del figlio maggiore del presidente ed ex volto televisivo di Fox, ha fatto un passo indietro dopo essere stata coinvolta in accuse di corruzione. In un lungo messaggio pubblicato sul social X ha definito l’incarico diplomatico ad Atene l’onore della sua vita e ha ribadito il proprio sostegno al presidente e al movimento Maga. La diplomatica ha respinto le contestazioni, sostenendo che fossero false e dichiarando di volersi difendere.

Secondo le indiscrezioni riportate nel testo, il Dipartimento di Stato avrebbe avviato verifiche per accertare la fondatezza delle accuse. Le dimissioni segnano l’epilogo di una carriera trascorsa sotto i riflettori. Prima di approdare a Fox, Guilfoyle aveva lavorato come analista legale per Cnn e Abc ed era stata sposata con Gavin Newsom, allora sindaco di San Francisco e in seguito governatore della California. Nel 2018 il network di Rupert Murdoch l’aveva allontanata per comportamenti ritenuti inappropriati sul posto di lavoro.

Nello stesso anno Guilfoyle aveva incontrato Donald Trump Jr., con il quale si era fidanzata ufficialmente nel 2020. In seguito erano circolate voci su una presunta relazione tra il figlio del presidente e Bettina Anderson. I due avevano poi reso pubblica la loro relazione nel dicembre 2024, nello stesso periodo in cui Guilfoyle era stata nominata ambasciatrice ad Atene.

La nuova portavoce e la successione

Zacharia, 42 anni, è un’ex opinionista conservatrice e sostenitrice di Trump. Il suo debutto alla Casa Bianca è avvenuto con un briefing durato meno di 20 minuti, durante il quale ha risposto soltanto a tre domande, suscitando la sorpresa dei giornalisti. Laureata in legge, non avrebbe mai esercitato la professione forense. Cnn le attribuisce la diffusione ripetuta di accuse infondate di pedofilia contro esponenti di rilievo del Partito democratico e la condivisione sui social di teorie complottiste.

Prima di entrare nell’amministrazione, Zacharia aveva criticato alcune scelte della presidenza che ora rappresenta. In un messaggio poi cancellato aveva chiesto ai Repubblicani di prepararsi a un possibile risultato negativo alle elezioni di metà mandato. In un altro post, successivamente rimosso, aveva rilanciato accuse contro il Dipartimento di Giustizia in relazione allo scandalo Jeffrey Epstein.

Leavitt aveva lasciato l’incarico ad agosto per dedicarsi ai figli piccoli. In precedenza era stata portavoce della campagna di Trump e, durante la prima amministrazione del presidente, viceportavoce. Dal podio aveva spesso attaccato i media tradizionali e aveva dato spazio a conduttori e influencer vicini alla causa trumpiana. Secondo alcune voci riportate da Repubblica, la sua partenza potrebbe essere stata legata anche a contrasti con Natalie Harp, assistente tra le più vicine al presidente.

Gli avvicendamenti hanno riguardato anche altri ruoli di primo piano. Tra marzo e aprile Trump aveva rimosso Kristi Noem, segretaria alla sicurezza nazionale, la procuratrice generale Pam Bondi e la segretaria del Lavoro Lori Chavez-DeRemer. Noem, già governatrice del South Dakota per due mandati, era stata scelta direttamente dal presidente per guidare il dipartimento responsabile della sicurezza interna. Bondi ha poi annunciato a maggio di aver ricevuto una diagnosi di cancro alla tiroide. Chavez-DeRemer è stata invece allontanata dopo una serie di presunti abusi di potere, tra cui una relazione con un subordinato e il consumo di alcol durante l’orario di lavoro.