Le tensioni tra Iran e Italia si intensificano dopo le dichiarazioni del premier olandese Mark Rutte sui voli di supporto alla guerra partiti dalle basi americane in Europa. Teheran ha accusato l’Italia e altri Paesi europei di essere “complici dell’aggressione” statunitense. Nel frattempo, i negoziati per un accordo di pace duraturo tra Usa e Iran continuano, con il segretario di Stato americano Marco Rubio che ha sottolineato che un accordo sarà vantaggioso, ma non a qualsiasi costo.
Evacuazioni nello Stretto di Hormuz
In un contesto di crescente tensione, circa 1.100 marittimi sono stati evacuati da navi intrappolate nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da Reuters. Questo intervento fa parte di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite, con 57 navi che hanno attraversato il canale navigabile tra il 23 e il 25 giugno.
Il portavoce degli Esteri iraniani, Esmaeil Baqei, ha dichiarato che l’Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Baqei ha chiesto ai governi europei di spiegare ai propri cittadini la loro collusione in atti di aggressione e atrocità contro le popolazioni iraniane.
Posizione degli Stati Uniti
Rubio, durante un incontro a Manama, ha affermato che gli Stati Uniti non accetteranno che lo Stretto di Hormuz appartenga a una singola nazione e ha definito le richieste iraniane riguardo ai pagamenti come una questione di semantica. Ha ribadito l’intenzione di Washington di garantire che qualsiasi accordo tenga conto degli interessi degli alleati.
In un contesto economico, il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto i livelli pre-guerra, raggiungendo 72,44 dollari al barile, grazie alla ripresa del traffico nello Stretto di Hormuz. Donald Trump ha dichiarato che il Medio Oriente è ora più sicuro grazie agli accordi firmati, affermando che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare.