Sergio Mattarella ha indicato nella possibilità di vivere, tornare e trasferirsi nel Mezzogiorno una questione di interesse nazionale. Il Presidente della Repubblica ne ha parlato giovedì 5 novembre 2026, a Napoli, durante la cerimonia per il ventesimo anniversario della Fondazione con il Sud.
Un’opportunità per il Mezzogiorno
Nel suo intervento, Mattarella ha sostenuto che chi nasce nel Sud debba poter scegliere liberamente di restare, rientrare dopo un’esperienza altrove o costruire qui il proprio percorso. La stessa possibilità, secondo il capo dello Stato, dovrebbe riguardare anche chi arriva da altre aree. Favorire queste scelte, ha spiegato, significa contribuire allo sviluppo dell’intero Paese e tutelare un interesse nazionale dell’Italia.
Il Presidente ha inoltre riconosciuto il valore di quanti lavorano per rendere concreto questo obiettivo, definendoli una componente preziosa della comunità nazionale. Il messaggio è arrivato nel corso dell’iniziativa Sud Vivo – 20 anni con il Sud, organizzata dalla Fondazione con il Sud al Complesso monumentale di Donnaregina.
La ricorrenza della Fondazione con il Sud
L’appuntamento ha celebrato i vent’anni dalla nascita dell’ente non profit privato, nato dall’alleanza tra fondazioni di origine bancaria, Terzo settore e volontariato. Nel corso dell’incontro sono stati presentati il Report Sud Vivo e un’anticipazione dell’indagine Demopolis intitolata Gli italiani e lo spopolamento. Non solo al Sud, dedicata al fenomeno della riduzione della popolazione e alle sue conseguenze.
La visita istituzionale si è estesa all’antico quadriportico della Cattedrale di Napoli, dove sono in corso scavi archeologici su reperti di epoca paleocristiana. Alla cerimonia il Capo dello Stato è stato accolto dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dal prefetto Michele Di Bari e dall’arcivescovo Domenico Battaglia.
Durante l’iniziativa, il presidente della Fondazione con il Sud Stefano Consiglio ha richiamato i problemi che continuano a interessare il Mezzogiorno, sottolineando però l’esistenza di realtà e persone impegnate a migliorare la situazione. In particolare, ha osservato che il lavoro di molti ragazzi e ragazze può contrastare il senso di rassegnazione e alimentare una prospettiva di speranza per il futuro del territorio.