La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha svolto al Senato le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Al centro del vertice figurano competitività, guerra in Ucraina, bilancio pluriennale dell’Unione, Medio Oriente, difesa e sicurezza, migrazione, allargamento e riforme. Dopo l’intervento a Palazzo Madama, la premier ha consegnato il testo del discorso alla Camera ed è rientrata in Senato per seguire la discussione generale e replicare ai parlamentari.
Prima del voto sulle risoluzioni, Meloni si è recata al Quirinale per la tradizionale colazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La presidente del Consiglio ha indicato nel costo dell’energia il principale ostacolo alla competitività delle imprese europee, sostenendo la necessità di una risposta coordinata e rapida. Nel suo intervento ha affermato che la transizione ambientale non può mettere a rischio la base industriale: «La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione». Secondo Meloni, le tensioni sulle rotte commerciali e sulle catene di approvvigionamento incidono sui costi di trasporto, sui carburanti e sulle bollette.
Ucraina e sicurezza europea
La premier ha definito rischiosa l’intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente statunitense Donald Trump. A suo giudizio, la decisione potrebbe legittimare Mosca, generare nuove entrate per finanziare la guerra e indebolire la pressione delle sanzioni. La posizione del governo italiano, ha ribadito, resta fondata sul sostegno a Kiev, sulla protezione della popolazione civile, sulla pressione verso la Russia e sull’unità euro-atlantica.
Meloni ha chiesto che eventuali iniziative di Francia, Germania e Regno Unito sull’Ucraina siano sostenute da un mandato ufficiale dei Ventisette. L’obiettivo, ha spiegato, è garantire all’Europa un ruolo nel processo di pace, anche attraverso un inviato speciale o una figura incaricata di rappresentare l’insieme degli Stati membri. La risoluzione della maggioranza impegna inoltre il governo a mantenere il sostegno multidimensionale alla popolazione ucraina, a promuovere una pace giusta e duratura e a non interrompere la pressione sulla Russia per arrivare a un cessate il fuoco pieno, immediato e incondizionato.
Sulla difesa, la presidente del Consiglio ha respinto l’accusa secondo cui le maggiori risorse destinate alla sicurezza verrebbero sottratte a sanità e scuola. Ha inoltre chiesto all’Unione europea di proteggere le infrastrutture critiche, tra cui reti energetiche, cavi sottomarini, porti e aeroporti, e di sostenere lo sviluppo di sistemi anti-drone e antimissile. Rispondendo in replica a una domanda sul rischio di un attacco russo, Meloni ha parlato di provocazioni di Mosca finalizzate a ottenere una reazione e a distogliere l’attenzione dall’andamento del conflitto. «Putin cerca un nuovo nemico, che potrebbe essere l’Europa», ha detto, invitando a mantenere il sangue freddo.
Medio Oriente, bilancio e dossier interni
Nel capitolo dedicato al Medio Oriente, Meloni ha sostenuto la necessità di mantenere aperto il dialogo con Israele e ha ricordato l’attacco del 7 ottobre attribuito ad Hamas. Al tempo stesso ha definito drammatica la situazione a Gaza, chiedendo l’invio rapido di maggiori aiuti e un’iniziativa politica per verificare la disponibilità di Hamas a deporre le armi. Il governo italiano, ha aggiunto, si oppone all’annessione dei territori e allo spostamento forzato della popolazione palestinese, mentre considera illegali gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione, la premier ha detto che l’Italia non firmerà un accordo soltanto per rispettare la scadenza di fine anno indicata dalla presidenza irlandese e dalle istituzioni europee. L’intesa, ha precisato, dovrà essere vantaggiosa per il Paese. In replica, Meloni ha poi difeso la linea del governo sulla gestione dei flussi migratori e ha fatto il punto sull’ex Ilva, affermando che l’obiettivo resta garantire continuità produttiva e occupazione a Taranto. Quanto al trasferimento di militari italiani dall’Iraq all’Arabia Saudita, ha dichiarato che le procedure sarebbero state rispettate, lasciando aperta la possibilità di un nuovo passaggio parlamentare con il ministro della Difesa Guido Crosetto.