Meritocrazia Italia rivolge un appello urgente al Governo, al Parlamento, alla Presidenza del Consiglio, al Ministro dell’Economia e a tutte le forze politiche per il varo della nuova Legge Finanziaria. L’obiettivo è quello di ottenere una manovra che non sia soltanto contabile, ma che guardi al futuro attraverso misure strutturali su intelligenza artificiale, lavoro, debito pubblico e coesione sociale.
Intelligenza artificiale, Meritocrazia Italia chiede regole immediate
Secondo Meritocrazia Italia, l’intelligenza artificiale non è più il futuro, ma il presente. Per questo il movimento ritiene che l’Italia non possa attendere il completamento del percorso regolatorio europeo e chiede di inserire già nella Finanziaria una regolamentazione anticipatoria sull’uso dell’IA, con i primi paletti da rafforzare e concordare successivamente in sede europea.
Tra le richieste figura innanzitutto la trasparenza nei confronti dei cittadini. Ogni professionista, impresa, studio e pubblica amministrazione dovrebbe dichiarare in modo chiaro quanto e come utilizza l’intelligenza artificiale nell’erogazione dei propri servizi. L’utente deve poter sapere se un atto, un parere, un progetto o una consulenza siano frutto del lavoro umano oppure della macchina.
Il movimento propone inoltre la salvaguardia del Quoziente Umano di Lavoro, attraverso l’introduzione di paletti precisi all’ingresso dell’IA in sostituzione delle attività manuali e intellettuali.
Meritocrazia Italia sottolinea che, in un Paese con un tasso di disoccupazione già elevato, soprattutto tra i giovani e nel Sud, non si può permettere che la disoccupazione raddoppi, triplichi o quintuplichi per effetto di una sostituzione selvaggia, senza considerare le ricadute in termini pensionistici, di tenuta sociale, di coesione familiare e di capacità di spesa e consumi.
L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento di affiancamento, non di espulsione del lavoratore. In questa direzione, Meritocrazia Italia propone che il proprio Testo Unico sull’Intelligenza Artificiale venga incardinato nella discussione parlamentare della Finanziaria.
Il movimento chiede inoltre aiuti, contributi e defiscalizzazione straordinaria per tutte le aziende che, mantenendo il quoziente di lavoratori esistente negli ultimi tre anni, introducano l’IA senza intaccare il capitale umano, ma riqualificandolo.
“Chi mantiene l’uomo e investe nella macchina va premiato. Chi licenzia l’uomo per la macchina va disincentivato.”
Debito pubblico, la richiesta di un risanamento straordinario
Per Meritocrazia Italia, nessuna misura di sostegno può essere credibile se non affronta la questione del debito pubblico, indicato come la vera emergenza nazionale.
Solo da un risanamento straordinario e coraggioso del debito, sostiene il movimento, potrà liberarsi la liquidità necessaria per sostenere il ceto più debole e le famiglie, garantire un’istruzione di qualità indipendentemente dalle disponibilità economiche della famiglia di origine e calmierare gli affitti per studenti e lavoratori pendolari, oggi schiacciati da un mercato insostenibile.
Tra gli obiettivi indicati figura anche la salvaguardia delle imprese dal caro energia e dal caro prezzi, che non sono più variabili eccezionali, ma sono diventate strutturali e stabili.
Il movimento richiama inoltre gli equilibri internazionali tra Russia, Cina, Stati Uniti, blocco orientale e blocco occidentale, evidenziando il rischio che blocchi navali, crisi energetiche e accaparramento delle materie prime possano ripetersi.
“Il Governo deve prepararsi prima.”
Meritocrazia Italia chiede infine che i proventi della lotta all’evasione fiscale non siano destinati soltanto a coprire la spesa pubblica corrente, ma vengano impiegati per un taglio strutturale del cuneo fiscale a favore dei dipendenti e delle imprese oneste, riducendo le tasse.
Partite IVA, la proposta di estendere il regime agevolato a 200mila euro
Un altro punto centrale della proposta di Meritocrazia Italia riguarda professionisti e partite IVA. Il movimento chiede al Governo e al Parlamento di intervenire sulla prossima Legge di Bilancio per estendere fino a 200mila euro la soglia di reddito entro la quale applicare un regime fiscale agevolato, con aliquote contenute, certe e stabili nel tempo, superando l’attuale limite di 100mila euro.
La misura viene presentata come un intervento concreto di politica economica, finalizzato a sostenere il lavoro autonomo, rafforzare la capacità competitiva dei professionisti e delle partite IVA e favorire la crescita del sistema produttivo nazionale.
L’obiettivo, precisa il movimento, non è difendere una categoria né limitarsi a ridurre il prelievo fiscale, ma consentire a professionisti e lavoratori autonomi di liberare risorse da reinvestire nell’economia reale, nell’assunzione di collaboratori, nella creazione di nuova occupazione, nella formazione, nell’innovazione e nell’acquisizione di nuove competenze professionali.
“Quando al professionista viene permesso di trattenere il frutto del proprio lavoro, quel risparmio non resta fermo: diventa assunzione di un giovane collaboratore, diventa contratto per un dipendente, diventa investimento in formazione qualificata, diventa incarico per un’altra impresa..”
Secondo Meritocrazia Italia, la fiscalità non può essere concepita esclusivamente come strumento di prelievo e controllo, ma deve diventare anche una leva di sviluppo. Chi produce reddito, crea valore e genera opportunità di lavoro deve essere messo nelle condizioni di crescere e contribuire ulteriormente al benessere collettivo.
Il professionista, sottolinea il movimento, non è un soggetto da guardare con sospetto, ma una risorsa per il Paese. Sostenere il lavoro autonomo significa sostenere l’occupazione, alimentare nuove professionalità e rafforzare il tessuto economico nazionale.
“Meritocrazia Italia non è il popolo delle partite IVA. Siamo il popolo delle imprese, dei lavoratori autonomi e dei lavoratori dipendenti, insieme. Il lavoro autonomo crea lavoro dipendente. L’impresa piccola crea filiera. Il professionista che cresce fa crescere lo studio, lo studio fa crescere l’occupazione.”
È questa la direzione che il movimento chiede alla Legge di Bilancio: meno penalizzazioni per chi produce, maggiore capacità di investimento e un sistema fiscale che premi la crescita e la responsabilità, trasformando il reddito individuale in nuove opportunità per l’intera collettività.
Meritocrazia Italia: tre pilastri per la nuova Finanziaria
In conclusione, Meritocrazia Italia chiede una Finanziaria che tenga insieme tre pilastri: regole chiare sull’intelligenza artificiale, risanamento del debito e centralità della persona.
“L’Intelligenza Artificiale senza regole umane è barbarie. Un debito senza controllo è schiavitù per le future generazioni. Un’istruzione e un lavoro senza dignità sono la fine del merito.”
“Il Governo ascolti.”