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Meritocrazia Italia: governare l’impatto dell’IA nel mondo del lavoro è possibile, subito obbligo di mantenere la forza lavoro umano al 60%

Meritocrazia Italia: governare l’impatto dell’IA nel mondo del lavoro è possibile, subito obbligo di mantenere la forza lavoro umano al 60%

La trasformazione digitale sta modificando il mondo del lavoro, con l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, nei servizi, nelle professioni e nella pubblica amministrazione. Nel 2025, le imprese sul territorio italiano hanno previsto circa 621.000 inserimenti per i quali erano richieste competenze digitali avanzate, ma 316.000 di questi, pari al 50,8%, sono risultati di difficile reperimento.

A fronte di questo scenario, l’associazione Meritocrazia Italia propone di introdurre l’obbligo di mantenere la forza lavoro umana almeno al 60%.

Meritocrazia Italia: governare l’impatto dell’IA

I progetti avviati negli ultimi anni mostrano una direzione attiva. Il Programma GOL ha già coinvolto oltre 700.000 partecipanti in percorsi dedicati alle competenze digitali, mentre la piattaforma AppLI (Assistente Personale per il Lavoro in Italia) ha ampliato l’offerta con corsi gratuiti dedicati alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale.

Tuttavia, investire nell’IA senza sviluppare il capitale umano rischia di generare disparità tra grandi imprese e piccole realtà produttive, lavoratori qualificati e soggetti con competenze obsolete, oltre che tra diversi territori. Per contrastare questi divari, l’organizzazione Meritocrazia Italia individua una serie di interventi prioritari:

  • introdurre l’obbligo, per tutte le imprese oltre una determinata soglia dimensionale, di mantenere una forza lavoro umana non inferiore al 60% della media occupazionale registrata nei cinque esercizi precedenti, consentendo la sostituzione mediante sistemi automatizzati, robotica o intelligenza artificiale entro il limite massimo del 40%;
  • rendere strutturale la formazione continua sulle competenze digitali e sull’IA lungo l’intera vita lavorativa;
  • rafforzare i percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale, con particolare attenzione ai lavoratori maggiormente esposti alla trasformazione delle proprie mansioni;
  • garantire un accesso effettivo alle opportunità di formazione sull’intero territorio nazionale, contrastando nuovi divari digitali, generazionali, sociali e territoriali.

I rappresentanti di Meritocrazia Italia sottolineano come la responsabilità delle istituzioni sia creare contesti adatti allo sviluppo delle persone di pari passo con la tecnologia:

“Il futuro del lavoro non dovrebbe essere costruito chiedendoci se l’essere umano saprà competere con l’Intelligenza Artificiale. La sfida è creare le condizioni affinché intelligenza umana e innovazione tecnologica possano rafforzarsi reciprocamente”.

Secondo la posizione espressa da Meritocrazia Italia, ogni politica dell’innovazione deve basarsi sul supporto diretto ai cittadini: “investire nelle persone affinché nessuno sia costretto a subire il cambiamento, ma possa disporre degli strumenti per comprenderlo, governarlo e trasformarlo in opportunità“.