La riorganizzazione dei dati relativi alla partecipazione ai lavori delle Camere offre il bilancio cumulativo dell’attività svolta dall’ottobre 2022 fino all’estate 2026. L’analisi diffusa lunedì 10 agosto 2026 dalla piattaforma Openparlamento conteggia circa 18.800 votazioni alla Camera e quasi 7.900 al Senato. La rilevazione distingue tra presenze, assenze e missioni istituzionali, monitorando esclusivamente i voti elettronici espressi in aula e non il lavoro svolto nelle commissioni.
Alla Camera il record di assenze resta di Antonio Angelucci
Il dato più elevato sul fronte delle mancati partecipazioni riguarda il deputato della Lega Antonio Angelucci. L’imprenditore ed editore registra un tasso di assenza pari al 99,4% su oltre 18.700 votazioni, senza ricorrere alle missioni istituzionali. L’ultimo aggiornamento evidenzia comunque un incremento delle sue votazioni effettive, salite da 13 a 112. A seguire figura la deputata di Forza Italia Marta Fascina, che si attesta al secondo posto con l’87,77% di assenze, pari a circa 16.000 voti saltati. La media complessiva delle assenze a Montecitorio si attesta al 33,5%.
I parlamentari con i livelli di partecipazione più alti a Montecitorio
Sul versante opposto della graduatoria della Camera figura il rappresentante di Forza Italia Alessandro Battilocchio, presente al 99,96% delle votazioni per un totale di oltre 18.200 voti espressi. Subito dietro si colloca il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, arrivato al 99,88%. Rilevante anche il riscontro relativo alla deputata di Fratelli d’Italia Irene Gori: dal suo ingresso in aula avvenuto il 3 dicembre 2025, la parlamentare ha mantenuto un tasso di presenza del 99,60%.
Palazzo Madama registra un tasso di assenza inferiore rispetto alla Camera
Al Senato il livello medio di assenza risulta del 23,8%, quasi dieci punti percentuali al di sotto del dato di Montecitorio. La componente di Fratelli d’Italia occupa la metà delle prime dieci posizioni per presenza con i senatori Paola Ambrogio, Gianni Berrino, Elena Leonardi, Costanzo Della Porta ed Etelwardo Sigismondo. Il primato assoluto di Palazzo Madama spetta tuttavia al rappresentante leghista Giorgio Maria Bergesio, il cui indice di partecipazione raggiunge la soglia del 100%.
I dati sui senatori e l’impatto dei ruoli istituzionali
Tra i banchi dei non partecipanti di Palazzo Madama, escludendo i senatori a vita, l’indice più alto appartiene alla rappresentante del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia con il 39% di voti mancati, dato condizionato dall’incarico di presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Segue la senatrice di Noi Moderati Giusy Versace con il 36% e l’esponente di Fratelli d’Italia Marcello Pera poco sotto tale soglia. A differenza della Camera, nessun eletto al Senato supera la quota del 40% di assenze.
La partecipazione dei leader di partito alle votazioni d’aula
Tra i vertici delle forze politiche sprovvisti di incarichi nell’esecutivo, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte registra l’83% di assenze alla Camera, seguito dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein con l’81%. Più alti gli indici dei co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, con Angelo Bonelli al 67,39% di presenze e Nicola Fratoianni al 58,73%. Nel centrodestra, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi tocca il 92,63% di partecipazione, dato legato anche al conteggio delle missioni autorizzate.
Il confronto sui dati di presenza tra Matteo Renzi e Carlo Calenda
L’analisi comparativa tra il senatore di Italia Viva Matteo Renzi e il leader di Azione Carlo Calenda illustra la distinzione tra assenza e giustificazione per incarico. Calenda registra un tasso di assenza formale del 16,88% ma usufruisce di 3.185 missioni, mentre Renzi riporta il 31,80% di assenze con un numero minore di missioni. Nei fatti, Renzi ha partecipato a un numero superiore di votazioni fisiche, pari a 4.157 voti espressi contro i 3.484 del collega.
I criteri di calcolo e i limiti delle rilevazioni elettroniche
Le elaborazioni statistiche vengono effettuate conteggiando le singole votazioni elettroniche e non la presenza nell’arco dell’intera giornata. Di conseguenza, una singola seduta a votazione multipla attribuisce più presenze o assenze contemporanee. Il sistema non traccia le sedute svolte senza voto elettronico e non misura la partecipazione alle commissioni parlamentari, sede dove si sviluppa l’esame istruttorio dei provvedimenti legislativi.