Vertice aziendale

Rai, il Cda affronta il caso Ranucci e l’uscita di Sergio

Contestazione disciplinare; ricorso urgente davanti al giudice del lavoro; possibile incarico provvisorio per guida provvisoria

Rai, il Cda affronta il caso Ranucci e l’uscita di Sergio

Il Consiglio di amministrazione della Rai è chiamato oggi a esaminare due dossier destinati a incidere sull’assetto dell’azienda: il caso che riguarda Sigfrido Ranucci e l’uscita anticipata del direttore generale Roberto Sergio. La seduta, secondo quanto riferito, dovrebbe concentrarsi sia sulla contestazione disciplinare notificata al giornalista sia sulla successione alla direzione generale.

Ranucci ha presentato un ricorso urgente al Tribunale del Lavoro di Roma per chiedere la revoca della rimozione dalla conduzione di Report e il reintegro in tempo utile per la ripresa del programma. L’atto è stato depositato il 15 settembre e riguarda una decisione che la Rai considera di natura editoriale, adottata nell’ambito delle proprie competenze.

La contestazione disciplinare

Nel frattempo l’azienda ha notificato a Ranucci una contestazione disciplinare al termine dell’istruttoria del comitato etico. Il giornalista dispone ora di cinque giorni per presentare la propria memoria difensiva. La contestazione, secondo le informazioni riportate, sarebbe stata protocollata lunedì e trasmessa il giorno successivo, prima della formalizzazione del ricorso: non ci sarebbe quindi un collegamento tra i due atti.

Gli addebiti riguarderebbero esclusivamente presunte violazioni delle norme aziendali sulle condotte personali dei dipendenti, con particolare riferimento a dichiarazioni e pubblicazioni del giornalista. Nel documento non sarebbe invece richiamata la rimozione dalla conduzione di Report né quella dalla vicedirezione ad personam della direzione Approfondimento Rai. L’azienda ha precisato di considerare la scelta una decisione editoriale e di aver sottoposto a Ranucci tre proposte di ricollocazione.

Il ricorso al giudice del lavoro

Nel procedimento avviato a Roma, i legali di Ranucci contestano la carenza di motivazioni del provvedimento, la sua tenuta giuridica e il presunto demansionamento. Il ricorso, presentato ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile, punta a ottenere in via urgente la revoca della rimozione e il ritorno alla conduzione del programma.

Il collegio che assiste il giornalista è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, all’interno del team dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. Nelle 43 pagine dell’atto, i difensori ripercorrono la carriera di Ranucci e sostengono che la sua rimozione sia manifestamente priva di motivazioni sufficienti. Secondo la prospettazione difensiva, sarebbero inoltre in gioco gli obblighi di servizio pubblico e la tutela dell’indipendenza e dell’autonomia del giornalismo d’inchiesta.

Il Cda dovrà inoltre affrontare la partenza di Sergio, prevista per il 30 settembre. L’attuale direttore generale, che avrebbe comunque raggiunto l’età pensionabile nella primavera successiva, lascerà l’incarico in Rai ma manterrà la direzione generale di Rtv San Marino. In una prima fase, la guida della direzione generale Rai potrebbe essere assunta ad interim dallo stesso amministratore delegato.