Matteo Renzi torna a rivolgersi al centrosinistra con Quando c’era lei, il suo ultimo libro pubblicato da Solferino. Il volume prende di mira l’operato del governo guidato da Giorgia Meloni e propone una serie di temi e indirizzi per costruire un’alternativa politica in vista delle elezioni politiche indicate nel testo per il prossimo anno.
La tesi dell’ex presidente del Consiglio è riassunta nella formula scelta per il titolo, che richiama il detto nostalgico su Benito Mussolini e sui treni che arrivavano in orario. Renzi la rovescia per trasformarla, secondo la sua lettura, in un atto d’accusa nei confronti dell’attuale esecutivo. Tra gli argomenti citati compaiono il livello delle tasse, il potere d’acquisto, il costo della vita, la natalità, l’energia e la sicurezza.
Le critiche alle politiche del governo
Nel libro Renzi sostiene che la pressione fiscale avrebbe raggiunto nel 2025 il 43 per cento, collegando questo dato alla promessa, attribuita a Meloni, di fissare un limite del 40 per cento. Sul fronte dei salari richiama dati Ocse secondo cui quelli reali sarebbero inferiori del 7,5 per cento rispetto ai valori del 2021. Cita inoltre un dossier della Fondazione per la Natalità realizzato con Istat, secondo il quale il 62 per cento degli italiani rinuncerebbe ad avere figli per ragioni economiche.
Un altro capitolo riguarda l’energia. Renzi accusa il governo di non aver mantenuto alcune promesse elettorali, di non aver modificato la direzione delle politiche europee, di non aver sbloccato le fonti rinnovabili e di non aver eliminato le accise. La sua valutazione complessiva è che il costo maggiore per i cittadini derivi non soltanto dalle misure adottate, ma anche dalle scelte che, a suo giudizio, non sarebbero state compiute.
Le critiche si estendono alla politica estera. Con il capitolo intitolato Il cappellino in mano, l’ex premier contesta la rappresentazione di una Meloni capace di mantenere la barra dritta e sostiene che l’Italia sia stata collocata dalla parte sbagliata della storia. Si tratta della valutazione politica di Renzi, inserita nel confronto più ampio tra centrosinistra e centrodestra.
Le proposte per il centrosinistra
Il libro non si limita alla contestazione. Renzi sostiene che per tornare a vincere servano un’alleanza ampia e proposte riconoscibili, oltre la risposta emotiva ai singoli fatti di cronaca. Tra i temi indicati c’è la sicurezza, da affrontare senza quello che definisce il buonismo di una parte della sinistra e senza il cattivismo attribuito a esponenti della destra come Matteo Salvini e Roberto Vannacci.
La proposta centrale è quella sintetizzata dallo slogan un euro in cultura, un euro in sicurezza. Renzi invita il centrosinistra a valorizzare l’esperienza degli amministratori locali, citando Michele De Pascale e Vincenzo De Luca, e ripropone l’idea che l’investimento educativo e culturale possa contribuire alla costruzione di una società più sicura. Nel suo giudizio, il governo Meloni avrebbe invece lasciato scoperto il settore della cultura.
Nelle pagine conclusive, dedicate anche al bilancio personale dell’autore e al rimpianto per la sconfitta del referendum, Renzi presenta il proprio ritorno all’impegno politico come una scelta legata alla fase attuale. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che l’espressione da cui prende il nome il volume resti un ricordo e non diventi, nella sua prospettiva, il simbolo di una lunga egemonia della destra. Tra le priorità indicate per il futuro ci sono stipendi, umanesimo ed Europa.