Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha dichiarato che il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia l’arresto se si recasse nella capitale britannica. In un’intervista a Channel 4 News, Khan ha affermato: “Chiunque sia accusato di genocidio deve affrontare la giustizia”. Il sindaco ha anche sottolineato la sua intenzione di collaborare con il Primo Ministro britannico Andy Burnham per garantire il rispetto della legge, affermando che “chi commette genocidio non è benvenuto a Londra”.
Questa dichiarazione di Khan segue quella del sindaco di New York, Zohran Mamdani, che aveva espresso l’intenzione di chiedere l’arresto di Netanyahu al suo arrivo a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Mamdani ha dichiarato: “Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”. Tuttavia, ha anche riconosciuto che la sua amministrazione non ha l’autorità legale per procedere all’arresto.
Richiesta di giustizia internazionale
Mamdani ha esortato il governo federale degli Stati Uniti a eseguire il mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi), sottolineando che “la città di New York non può arrestare Benjamin Netanyahu, ma il governo federale sì”. La questione del genocidio e delle responsabilità legali di leader politici in visite ufficiali ha sollevato un acceso dibattito, con molti che chiedono maggiore responsabilità per coloro che sono accusati di crimini contro l’umanità.
Le dichiarazioni di Khan e Mamdani evidenziano un crescente movimento tra i leader locali per affrontare le questioni di giustizia internazionale e i diritti umani, in particolare in relazione al conflitto israelo-palestinese. Le reazioni a queste affermazioni sono state varie, con sostenitori che applaudono l’impegno per la giustizia e critici che avvertono delle implicazioni diplomatiche di tali posizioni.