Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha ribadito il suo sostegno all’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero durante la prima conferenza stampa dopo l’apertura di un’indagine su quest’ultimo per corruzione. Sánchez ha dichiarato che intende arrivare alla fine della legislatura e che non ci sono motivi per cambiare posizione rispetto al suo appoggio a Zapatero.
L’incontro di Sánchez con papa Leone XIV a Roma, avvenuto prima della conferenza, ha attirato l’attenzione, ma il caso Zapatero ha dominato la giornata. L’inchiesta che coinvolge l’ex presidente, considerato un’icona della sinistra spagnola, ha generato una bufera politica, con perquisizioni nella sede del Partito Socialista (Psoe) a Ferraz per presunti finanziamenti illeciti.
Collaborazione con la giustizia
Sánchez ha chiarito che l’intervento della Guardia Civil non è stato una perquisizione, ma una richiesta di informazioni, sottolineando la totale collaborazione del partito con la giustizia. Ha espresso il suo rispetto per la presunzione di innocenza di Zapatero e ha promesso di continuare a sostenere l’ex presidente.
Nonostante le pressioni interne al suo partito e dai soci di governo, come i nazionalisti baschi del Pnv, Sánchez ha affermato che la Spagna sta vivendo un “momento ottimo”, con una crescita economica e buoni dati sul mercato del lavoro. Ha insistito sulla necessità di mantenere la stabilità per portare a termine i progetti previsti grazie ai fondi europei post-pandemia.
Sintonia con il Papa
Riguardo all’incontro con papa Leone, Sánchez ha evidenziato la loro sintonia su temi come la pace e l’immigrazione, affermando che la migrazione deve essere gestita in modo ordinato per creare opportunità sia per i paesi di origine che per quelli di accoglienza. Ha citato la recente maxiregolarizzazione approvata dal suo governo come un passo in questa direzione, ponendo la dignità umana al centro della questione.