SANITÀ

Sanità: Razza (ECR), “In Europa serve un milione di professionisti in più entro il 2034”

Il dibattito tocca il tema dell'autonomia gestionale dei singoli Paesi rispetto all'indirizzo politico delle istituzioni centrali europee

Sanità: Razza (ECR), “In Europa serve un milione di professionisti in più entro il 2034”

Nelle aule parlamentari di Strasburgo si discute il futuro delle risorse umane nel comparto medico, con una stima pari a un milione di professionisti in più entro il 2034 per coprire il fabbisogno del continente

Le stime sul personale e la formazione delle nuove leve

L’esigenza di incrementare gli organici del settore medico-scientifico rappresenta una priorità per la sostenibilità dell’assistenza territoriale nei paesi dell’Unione. Sulla questione si è espresso giovedì 17 settembre 2026 l’eurodeputato Ruggero Razza:

«Da qui al 2034 in Europa servirà almeno un milione di persone in più nel settore sanitario. Occorre rafforzare la capacità formativa delle università, investire sui giovani e rendere più attrattive le professioni sanitarie».

Competenze nazionali e ruolo degli organismi comunitari

Il dibattito tocca il tema dell’autonomia gestionale dei singoli Paesi rispetto all’indirizzo politico delle istituzioni centrali europee. L’esponente politico Ruggero Razza ha precisato:

«Le competenze sull’organizzazione dei sistemi sanitari spettano agli Stati membri e l’Unione europea non può sostituirsi ad essi. Ma l’Europa non deve diventare un freno agli interventi efficaci dei governi nazionali».

Incentivi territoriali per l’accesso omogeneo alle cure

Garantire il servizio medico nelle aree periferiche, isolate o montane richiede strategie mirate a supportare la presenza dei medici nei territori disagiati.

«L’accesso alle cure non può dipendere dal proprio codice postale. Servono incentivi, formazione, borse di studio e opportunità di lavoro per portare professionisti anche nei territori dove oggi è più difficile garantire i servizi, a partire dalle aree rurali, dalle isole, dalle zone montane e scarsamente popolate», ha dichiarato Ruggero Razza.

Tecnologia digitale e limiti dell’automazione

L’innovazione informatica e il monitoraggio da remoto rappresentano strumenti utili al supporto quotidiano delle strutture assistenziali, pur non sostituendo la presenza fisica degli operatori.

«Telemedicina e nuove tecnologie possono aiutarci a raggiungere i pazienti nelle aree più remote e a ridurre il peso delle attività amministrative. Ma la tecnologia è una componente importante: non può sostituire le persone», ha proseguito Ruggero Razza.

Proposte finanziarie e svincolo dei costi di prevenzione

Sul piano economico si evidenzia l’ipotesi di escludere le spese sanitarie dai parametri di bilancio, allineando le priorità alla spesa per la sicurezza.

«La salute come investimento, sottratta ai vincoli del Patto di stabilità e crescita al pari delle spese per la difesa, è probabilmente la proposta più forte. Già sarebbe un traguardo importante poterlo fare per la prevenzione, come chiesto dal ministro Orazio Schillaci. Il voto del Parlamento va in questa direzione e siamo soddisfatti del lavoro svolto», ha concluso l’europarlamentare Ruggero Razza.